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Veicoli di cultura

· Dalla Biblioteca Vaticana un manuale sulla storia delle biblioteche ·

Lunedì 27 maggio alle ore 17 presso la Galleria Lapidaria dei Palazzi Apostolici viene presentato il volume Per una storia delle biblioteche dall’antichità al primo Rinascimento, a cura di Antonio Manfredi, con la collaborazione di F. Curzi e S. Laudoni (Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 2019, euro 20). Il curatore del volume, scriptor Latinus, vicedirettore e docente di Storia delle biblioteche presso la Scuola Vaticana di Biblioteconomia, ha anticipato al nostro giornale alcuni passi del suo intervento. Durante la presentazione sarà inoltre illustrata l’esposizione «Biblioteche in Biblioteca», che sarà inaugurata per l’occasione nel Salone Sistino della Biblioteca Apostolica. La mostra resterà aperta fino al 28 giugno.

La Biblioteca Vaticana non è solo istituzione di custodia di un patrimonio librario immenso, ma un luogo in cui singoli libri o intere collezioni rivelano, oltre ai testi contenuti, storie e vicende spesso uniche, comunque decisive per conoscere la tradizione culturale, attraverso la quale il presente, così mutato, si lega al passato.

Molti dei libri custoditi, soprattutto i più antichi, prima di giungere alla Vaticana hanno avuto infatti storie autonome che si inoltrano per tutto il medioevo fino a giungere, in alcuni casi, alle soglie dell’antichità. Non solo quindi cimeli preziosi di un passato remoto, ma veicoli di cultura giunti fino a noi, che ci offrono testi e ci collegano a storie di uomini che li hanno voluti, studiati, tramandati; e insieme informazioni su raccolte remote, in gran parte scomparse o ridimensionate o mutate col trascorrere del tempo e per le vicissitudini della storia. Di queste raccolte librarie i volumi sopravvissuti sono preziosa testimonianza, a volte unica. I libri, specie quelli antichi, sono dunque carichi del loro passato e a un attento lettore svelano non solo il loro contenuto, ma anche la loro storia.

Una biblioteca cinquecentenaria come la Vaticana è anche questo: una stratificazione lenta e non forzata, un luogo accogliente a custodire libri e vicende, sedimentate e in qualche modo arricchite proprio dai singolari accostamenti, secondo un lento fenomeno di deposito e di valorizzazione. Anche sotto questo profilo essa offre un contributo fondamentale a tutti coloro che si occupano, in chiave storica o filologica, di libri e di raccolte librarie. E molti studiosi vi si accostano proprio per impararvi l’arte di dipanare questi fili e di conoscere questi legami profondi.

Da un patrimonio di questo tipo, materiale e spirituale insieme, nasce quasi spontaneamente l’esigenza di occuparsi di storia delle biblioteche; e tale dimensione trova un suo sviluppo concreto in uno dei corsi della Scuola di Biblioteconomia, che della Vaticana è l’espressione didattica e formativa.

Da questa prospettiva è nato anche il manuale presentato: un volume, che si vorrebbe agile e di facile lettura, perché frutto delle lezioni tenute per i corsi di Storia delle biblioteche. Grazie all’intensa collaborazione di un gruppo di allievi assieme al docente, i singoli argomenti trattati a lezione si sono trasformati in otto capitoli, aperti da una prefazione metodologica e chiusi da un apparato di indici, che facilitino l’immediato reperimento di nomi e documenti librari citati.

Un volume dunque nato nei limiti delle possibilità e degli obiettivi di fondo della Scuola, con la necessità di rispondere a un pubblico di bibliotecari professionisti o aspiranti tali; il che naturalmente non esclude a priori, ce lo auguriamo, altri potenziali lettori, né di per sé ne abbassa il valore scientifico. Il libro nasce infatti dall’insegnamento in una Scuola a carattere professionalizzante, ma non per questo è privo di fondamenti e prospettive di ricerca, perché appunto si lega alla cinquecentenaria vicenda storica della Biblioteca Vaticana. La sintesi che ne è venuta intende proporre uno strumento di base, per aiutare chi non conosce o conosce per sommi capi la materia e i periodi storici trattati, a cogliere alcune linee generali, e approfondire qualche caso ritenuto esemplare. A chi invece ha maturato una qualche esperienza più specifica potrà far trovare un quadro definito, almeno per alcune tipologie di raccolte librarie. Un manuale di questo tipo ci è parso finora assente nel panorama editoriale in lingua italiana. Ci si è ovviamente limitati nel tempo e nello spazio, per non disperdersi entro una materia vasta, che tocca più discipline di ricerca — filologia, storia degli studi e delle civiltà, archeologia, storia del libro — tanto le biblioteche sono state determinanti nella trasmissione del sapere entro la civiltà occidentale.

Sono stati così tracciati alcuni lineamenti di storia delle biblioteche dal mondo antico all’età medievale e umanistica, fino al primo Rinascimento e agli albori dell’età moderna, dedicando un quadro sintetico all’antichità e uno sviluppo maggiore all’età di mezzo e agli albori di quella moderna, fino al punto di svolta della diffusione della stampa e delle collezioni cinquecentesche. Ci si è accorti infatti che le biblioteche, tra tardo antico e umanesimo, sono embrione di quelle di oggi e sono state luoghi di studio, ambienti di conservazione aperti alla ricerca e alla fruizione testuale, laboratori di riflessione, punti di riferimento materiali e spirituali, in un mondo in cui prevaleva la dimensione scritta della cultura. Riproporre ora in chiave storica queste riflessioni, dopo il mutamento profondo che le biblioteche hanno subito nell’ultimo mezzo secolo, con la sempre maggior presenza delle tecnologie a servizio di libri, dati, immagini, utenti, bibliotecari, ci è parso utile anche per dare un contributo sul futuro di queste istituzioni: un futuro che non perda i legami con un passato così ricco e profondo.

di Antonio Manfredi

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17 settembre 2019

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