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Vediamoci
al Caffè del parroco

· ​Convivialità cristiana ai tempi di internet ·

Il sorriso inconfondibile di don Camillo, impersonato da Fernandel, accoglie gli avventori con l’elegante bianco e nero delle foto anni Cinquanta. E li invita a non considerare la parrocchia un distributore automatico di servizi, ma una casa aperta a tutti, dove si passa volentieri anche solo per fare due chiacchiere e bere qualcosa con gli amici. Gli spazi ibridi — per metà bistrot normali, per metà oratori 2.0, minimalisti negli spazi ma dotati di blog, forum di discussione e mailing list — che per comodità potremmo chiamare i “Caffè del curato” sono sempre più diffusi in Francia. A questa nuova dimensione della convivialità cristiana 

Le Comptoir de Cana a Lille

Bénévent Tosseri ha dedicato un articolo, uscito su «La Croix» il 18 luglio scorso. Tosseri inizia il suo viaggio dai “Cafés du curé” di Annecy, in Alta Savoia, ma gli esempi non mancano in tutto il Paese, da Le Comptoir de Cana, inaugurato un anno fa a Lille, a Cappuccino, attivo da sei anni a Clermont-Ferrand, o Le Simone, inaugurato a Lione la primavera scorsa. Alcuni fanno parte di progetti più vasti, in cui possono fare il loro tirocinio giovani apprendisti — è il caso della Salle à Manger di Lione e dello spazio diocesano del Sacré- Cœur di Grenoble — altri offrono oltre a the e pasticcini anche un ricco menu culturale. C’è anche chi approfitta delle mode apparentemente più futili per trasformarle in banchetti per lo spirito; è il caso di «AperiBibbia», incontri organizzati da don Massimo Bini a Santa Margherita a Saletta, vicino Fiesole (una piccola chiesa di campagna incastonata in uno scenario che ricorda i paesaggi di Howards End, il celebre film di James Ivory). Per i testi, si attinge al tesoro prezioso, mai abbastanza conosciuto e valorizzato dei padri della Chiesa. «Il titolo — spiega don Massimo — è il risultato dell’accostamento di due parole: Aperi=Aperitivo parola arcinota e Bibbia parola nota, ma realtà spesso poco nota. Il titolo può essere letto anche come una sorta di ibrido latino-italiano, e cioé: àperi e Bibbia = Apri la Bibbia! L’invito è ad aprire e gustare la Parola di Dio, sempre fresca e saporosa». La lettura dei testi è sempre seguita da un momento di dialogo e di confronto con il presente, e conclusa da un aperitivo nel giardino della chiesa.

«Vietato essere fuori dal mondo!» è il titolo del forum di discussione online di don Fabio Bartoli, che ha seguito l’esempio francese dei bistrot cristiani (o forse, anticipato) accentuandone l’aspetto “Café chantant” con la rassegna di musica live, cultura e cabaret «Benedette serate», allestita nella sua parrocchia romana. A don Fabio l’immagine evangelica dell’acqua viva è sempre piaciuta molto.

«Ho spesso paragonato la vita di un prete — spiega nel suo blog — alla fontana di un villaggio, una sorgente inesauribile a cui tutti vanno ad attingere quando ne hanno bisogno, nella certezza di trovare l’acqua indispensabile alla vita. La fontana del villaggio è disponibile per tutti, nulla chiede e tutto dà, nessuno si sente in obbligo verso di essa e una volta che la si è usata la si dimentica, eppure è il centro della vita, attorno a essa si riuniscono le persone, si discutono le piccole cose quotidiane e le grandi scelte, tutta la vita passa di là, e lei, protagonista nascosta, tutti serve e fa nascere la comunione. È un’acqua corrente, sempre fresca e sempre viva e che sempre cambia, perché deve adattarsi alle esigenze di ciascuno, l’idea stessa di fermarla è un assurdo, significa negarne il carattere più bello». Forse per questo, conclude don Fabio, la forma del blog — un discorso in continuo fluire, un libro mai concluso e in perenne aggiornamento — è la più adatta a esprimerla.

di Silvia Guidi

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22 agosto 2019

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