Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Vecchie regole e nuova emergenza

· Tensione crescente tra Italia e altri Paesi europei per il blocco delle frontiere al flusso di profughi e migranti ·

Roma, 15. Rappresenta di per sé un’emergenza la lentezza con la quale l’Unione europea cerca di trovare nuove regole — e soprattutto consenso tra i suoi Stati — sui flussi di profughi e migranti sempre più ingigantiti dalle crisi in Africa e nel Vicino oriente. 

Un gruppo di migranti sugli scogli di Ventimiglia al confine con la Francia (Ap)

A fronte delle chiusure di alcuni Paesi — quelle politiche registrate sulle proposte dalla Commissione europea e quelle concrete delle frontiere per impedire a migranti e profughi di lasciare il territorio italiano — il Governo di Roma si dice pronto a percorrere nuove strade. Di un “piano b” ha parlato il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, senza peraltro entrare in particolari e limitandosi a dire che «o l’Europa interviene o agiremo diversamente».

Secondo alcune fonti, Renzi penserebbe in particolare ad accordi bilaterali, anche per impedire a Paesi come la Francia o la Germania di continuare a ostacolare il sistema di quote obbligatorie per l’accoglienza dei profughi previsto dalla Commissione, trincerandosi dietro l’opposizione annunciata da altri Paesi dell’Ue. Un segnale indiretto, in questo senso, è venuto stamani dall’annuncio che il commissario europeo all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, incontrerà domani a Lussemburgo, prima del previsto Consiglio dei ministri dell’Interno, quelli di Italia, Germania e Francia,

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE