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Vecchi e nuovi fronti
nello Yemen

· Decine di morti ad Aden ·

Almeno 40 persone sono morte e 260 sono rimaste ferite negli scontri avvenuti negli ultimi giorni ad Aden, in Yemen, alla fine di una settimana ad altissima tensione. Le forze del Consiglio di transizione meridionale (Stc) hanno tentato di occupare il palazzo presidenziale. I militari della coalizione guidata dall’Arabia saudita, che sostiene il presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, sono intervenuti, annunciando di aver respinto i ribelli e di aver sventato questa «minaccia diretta» al governo dello Yemen.

Presidio al palazzo presidenziale di Aden (Ap)

L’Onu riferisce che negli scontri molte delle vittime continuano a essere civili. Lise Grande, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per lo Yemen, ha riferito che «è dolorosissimo constatare che durante la festa dell’Aid al Adha, le famiglie piangono la morte dei loro cari invece di celebrare in pace e armonia».

Della coalizione guidata da Riad, che combatte i ribelli huthi, fanno parte anche gli Emirati Arabi Uniti, ma ieri il governo dello Yemen ha accusato gli stessi Emirati di contribuire a tentativi di colpo di stato. L’accusa è arrivata direttamente dal ministero degli esteri, via Twitter. Con un comunicato il ministero ha accusato «il Consiglio di transizione meridionale e gli Emirati», ai quali ha chiesto «di ritirare il sostegno militare a questi gruppi ribelli». L’Arabia Saudita ha invitato le parti in conflitto a un «incontro urgente» da tenere sul suo territorio.

Gli ultimi scontri, dunque, sembrano proprio sancire la divisione profonda all’interno della coalizione che combatte i ribelli sciiti huthi di cui si parla dalla scorsa settimana. Non è chiaro come i contrasti siano esplosi, ma i separatisti hanno conquistato prima il porto e poi hanno tentato di occupare il palazzo presidenziale ad Aden, la seconda città del Paese. I separatisti accusano il partito al Islah di aver infiltrato la coalizione governativa che fa riferimento al presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, e di avere ucciso un comandante della loro forza «Cordone di sicurezza».

Secondo la tv saudita Al Arabiya, i separatisti guidati da Aidroos al Zubaidi, presidente del Consiglio di transizione meridionale, hanno accettato di lasciare le posizioni conquistate e recarsi a Riad per colloqui. Ma i separatisti smentiscono.

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