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Vanno
ancora forte

· «Our Sunday Visitor» sui religiosi in età da pensione ·

Still going strong, vanno ancora forte. Sono le religiose e i religiosi in età da “pensione”, che seppure non più dalla prima linea delle parrocchie e dei santuari continuano a servire la Chiesa e i fedeli soprattutto attraverso la preghiera. A loro, in occasione dell’Anno per la vita consacrata indetto da Papa Francesco, il settimanale cattolico statunitense «Our Sunday Visitor», nel numero del 28 luglio scorso, ha dedicato uno speciale focus.

Anche perché per la Chiesa cattolica negli Stati Uniti, come del resto accade anche in molte altre realtà nazionali, il progressivo innalzamento dell’anzianità del clero e in genere delle persone consacrate è un fatto con cui occorre fare i conti. Non necessariamente in termine negativi. Come non si stanca di ripetere il Pontefice che continuamente invita a guardare agli anziani non come a uno “scarto” della società e della Chiesa, ma soprattutto come a una riserva preziosa di saggezza e di esperienza da mettere al servizio di tutti. Ed è questo il senso anche del focus del settimanale statunitense che raccoglie testimonianze di anziani religiose e religiosi, alcuni dei quali quasi centenari, i quali proseguono il loro apostolato con la preghiera nella quiete di una casa di riposo o nella desolazione di un cronicario. Tuttavia, Still going strong, come titola «Our Sunday Visitor». Infatti, nessuno è ufficialmente in pensione nella casa di riposo della comunità dei gesuiti di Colombière, a Clarkston, nel Michigan. Del resto, come ricorda l’assistente del rettore, padre Edward Ifkovits, «non c’è vacanza quando si ha la vocazione». Anche se, ovviamente, cambiano spesso radicalmente le modalità e i ritmi dell’apostolato. «I nostri uomini — spiega ancora padre Ifkovits — cominciano con un ministero attivissimo e piano piano vanno verso un periodo della vita in cui diventano un po’ più contemplativi. Molte persone durante il ministero si lamentano di non avere abbastanza tempo per la preghiera, e adesso ce l’hanno».

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