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Vangelo dell’accoglienza

· Dedicata al fenomeno delle migrazioni l’assemblea generale dell’Unione dei frati minori d’Europa ·

Barcellona, 10. «Vogliamo vivere questo tempo di prova, con gli eventi delle migrazioni, della povertà e della miseria di tanti uomini e donne, soprattutto giovani e bambini — che stanno accadendo sotto i nostri occhi in ogni parte d’Europa e non solo — non come spettatori passivi e inerti, ma da testimoni, sostenitori e costruttori di dialogo e di compassione, da messaggeri del Vangelo».

È quanto si legge nel messaggio diffuso a conclusione dell’assemblea generale dell’Unione dei frati minori d’Europa, svoltasi nei giorni scorsi a Barcellona e dedicata al fenomeno delle migrazioni. Un’occasione, dunque, non solo per richiamare l’attenzione su una questione di stringente attualità ma anche per ribadire l’impegno di accoglienza in pieno spirito francescano. «Continueremo — prosegue il documento — a mettere a disposizione strutture e opportunità di accoglienza, che abbiamo condiviso con soddisfazione e fiducia, ma soprattutto desideriamo proseguire il cammino mettendo a disposizione il nostro cuore, la nostra vita, la nostra voce, la nostra cultura, la nostra fede e spiritualità».

Del resto, ha osservato nella sua relazione padre Julio César Bunader, vicario generale dell’Ordine francescano dei frati minori, il fenomeno della migrazione è tutt’altro che «una catastrofe» o perfino «una minaccia», come non raramente viene considerato in ampi settori della società occidentale. Al contrario, le migrazioni rappresentano o possono rappresentare anche «una grande opportunità per lo sviluppo e il benessere per tutti». I migranti e i rifugiati, sostiene il religioso, «sono vittime di un processo di globalizzazione asimmetrica ed esclusiva, ma sono anche protagonisti di nuovi percorsi e nuovi tempi. Sono anche i portavoce privilegiati della globalizzazione». Infatti, «le profonde disparità socioeconomiche tra paesi e regioni invitano i più poveri a sognare e cercare un futuro migliore in terre straniere». E dunque, «in un mondo che cambia rapidamente, è questione di accettare fedelmente la situazione attuale non come una catastrofe, ma come un mistero pieno di chiamate che fanno parte dei piani di Dio».

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22 ottobre 2019

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