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Vangelo asiatico

· Le prospettive missionarie del continente nella testimonianza del cardinale Gracias ·

L’Asia costituisce oggi per la Chiesa la principale sfida missionaria. Ne è convinto Papa Francesco, il quale, reduce dal viaggio in Corea, si prepara a visitare Filippine e Sri Lanka. E ha confessato ai giornalisti, nel lungo colloquio durante il viaggio di rientro, di essere pronto ad andare in Cina «anche domani».

Da molti secoli radicata in Europa, da oltre cinquecento anni presente nelle due Americhe, la Chiesa è cresciuta notevolmente anche in Africa nel corso dell’ultimo secolo. In Asia non è così: la percentuale dei cattolici resta ferma intorno al 2 o 3 per cento della popolazione complessiva, malgrado alcune significative eccezioni come appunto la Corea del sud e soprattutto le Filippine.

Ma «non si tratta solo del dato numerico» ci dice il cardinale Osvald Gracias, arcivescovo di Bombay e presidente della Federazione delle Conferenze dei vescovi dell’Asia. Il cristianesimo infatti «è rimasto fino a oggi complessivamente estraneo alle culture asiatiche. In questo continente ci sono solo pochi cristiani, ma anche il nome di Cristo è quasi sconosciuto».

Dallo stesso discorso che Papa Francesco ha fatto proprio ai vescovi asiatici si ha effettivamente l’impressione che la Chiesa nel continente vada a due velocità. «Bisogna capire – dice il porporato – che l’Asia è un continente molto vasto e composto da un mosaico di culture, a volte tanto diverse le une dalle altre. Ci sono alcune zone che sono sviluppate anche economicamente e politicamente, altre meno».

«Dobbiamo spiegare il Vangelo in termini asiatici. Questo — aggiunge — è molto importante per noi. Sono sicuro, e lo dico anche in base alla mia esperienza, che non incontreremmo alcuna difficoltà nell’evangelizzazione se riuscissimo a presentare la Chiesa e il Vangelo in termini asiatici». (mario ponzi)

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20 maggio 2019

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