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Valore della fedeltà in una società che cambia

· Incontro con l’Associazione Santi Pietro e Paolo ·

Il Papa è sempre prima di tutto sacerdote di Cristo

Un invito a riscoprire il valore della fedeltà nelle relazioni umane è stato rivolto dal Papa ai membri dell’Associazione Santi Pietro e Paolo, incontrati sabato mattina 25 giugno, nella basilica Vaticana, al termine della messa celebrata dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato.

Cari amici dell’Associazione Santi Pietro e Paolo!

Vi saluto con gioia e con affetto! Sono lieto di incontrarvi mentre siete riuniti in occasione del 40° anniversario del sodalizio: una ricorrenza felice, che invita al ringraziamento, al Signore innanzitutto, e all’amato Servo di Dio Paolo VI, che tanto ha fatto per rinnovare anche l’ambiente Vaticano secondo le esigenze contemporanee. Saluto in particolare il Presidente, Dottor Calvino Gasparini, e lo ringrazio per le sue cortesi parole; saluto l’Assistente spirituale, Mons. Joseph Murphy, gli altri responsabili e tutti i soci, come pure gli ex-Assistenti, tra i quali vi è il Cardinale Coppa, che ci onora della sua presenza, e il Cardinale Bertone, che da giovane sacerdote fu aiutante formatore dell’allora Guardia Palatina. Presso l’altare del Signore e la tomba di San Pietro, eleviamo in questo momento uno speciale ricordo per tutti coloro che in questi 40 anni si sono succeduti alla guida dell’Associazione e che con dedizione ne hanno fatto parte. A quanti tra loro hanno lasciato questo mondo, il Signore doni la pace e la beatitudine del suo Regno.

Anche nel mio animo, incontrandovi, domina il sentimento di riconoscenza, ed è rivolto a voi, per il servizio che offrite, soprattutto per l’amore e lo spirito di fede con cui lo svolgete. Voi dedicate parte del vostro tempo, armonizzandolo con gli impegni di famiglia e sottraendolo spesso allo svago, per venire in Vaticano e collaborare al buon ordine delle celebrazioni. Inoltre, date vita a numerose iniziative caritative, in collaborazione con le Suore Figlie della Carità e con le Missionarie della Carità. Tali impegni richiedono una motivazione profonda, che va sempre rinnovata, grazie ad una intensa vita spirituale. Per aiutare gli altri a pregare, bisogna avere il cuore rivolto a Dio; per richiamarli al rispetto dei luoghi santi e delle cose sante, occorre avere in se stessi il senso cristiano della sacralità; per aiutare il prossimo con vero amore cristiano, dobbiamo avere un animo umile e uno sguardo di fede. Il vostro atteggiamento, spesso senza parole, costituisce un’indicazione, un esempio, un richiamo, e come tale ha anche un valore educativo.

Presupposto di tutto questo è naturalmente la vostra formazione personale; e desidero dirvi che proprio per essa, come pure per tutto ciò che fate, vi sono particolarmente grato. L’Associazione Santi Pietro e Paolo, come ogni autentica associazione ecclesiale, si propone anzitutto la formazione dei suoi aderenti, mai in sostituzione o in alternativa alle parrocchie, ma sempre in modo complementare rispetto ad esse. Perciò, mi rallegro che voi siate ben inseriti nelle vostre comunità parrocchiali e educhiate i vostri figli al senso della parrocchia. Al tempo stesso, mi compiaccio del fatto che l’Associazione sia in giusta misura esigente nel prevedere specifici periodi formativi per coloro che desiderano diventare soci effettivi e offra regolarmente opportuni momenti a sostegno della perseveranza. Un pensiero particolare rivolgo proprio a coloro che stamani hanno pronunciato la solenne Promessa di fedeltà; auguro loro di avere sempre la gioia di sentirsi discepoli di Cristo nella Chiesa, e li esorto a dare buona testimonianza del Vangelo in ogni ambito della loro vita. Sempre in questa prospettiva, ho appoggiato fin dall’inizio il progetto di dar vita ad un gruppo giovanile. Saluto i giovani con speciale affetto, e li incoraggio a seguire l’esempio del Beato Pier Giorgio Frassati, amando Dio con tutto il cuore, gustando la bellezza dell’amicizia cristiana e servendo Cristo con grande discrezione nei fratelli più poveri.

Cari amici, vi ringrazio anche per gli auguri, e soprattutto per le preghiere, in occasione del mio 60° anniversario di Sacerdozio. Il dono che mi avete voluto offrire, una bella casula, mi ricorda che sono sempre prima di tutto Sacerdote di Cristo, e mi invita anche a ricordarmi di voi quando celebro il Sacrificio redentore. Grazie di cuore! Infine, voglio affidarvi tutti alla Vergine Maria. So che nella vostra Associazione è venerata col titolo di Virgo Fidelis . Oggi più che mai c’è bisogno di fedeltà! Viviamo in una società che ha smarrito questo valore. Si esalta molto l’attitudine al cambiamento, la «mobilità», la «flessibilità», per motivi economici e organizzativi anche legittimi. Ma la qualità di una relazione umana si vede dalla fedeltà! La Sacra Scrittura ci mostra che Dio è fedele. Con la sua grazia e l’aiuto di Maria, siate dunque fedeli a Cristo e alla Chiesa, pronti a sopportare con umiltà e pazienza il prezzo che questo comporta. La Virgo Fidelis vi ottenga la pace nelle vostre famiglie, come pure che da esse nascano autentiche vocazioni cristiane, al Matrimonio, al Sacerdozio e alla Vita consacrata. Per questo assicuro uno speciale ricordo nella mia preghiera, mentre di cuore benedico tutti voi e i vostri cari.


La messa celebrata dal cardinale Tarcisio Bertone

L’impegno dei giovani garanzia per il futuro

Credere, amare, pregare: i tre atteggiamenti di Maria e Giuditta, le «donne forti» del Vangelo, fanno da modello per il servizio al quale sono chiamati i membri dell’Associazione Santi Pietro e Paolo. Lo ha ricordato il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, durante la messa celebrata all’altare della Cattedra della basilica di San Pietro, in occasione del quarantesimo anniversario di fondazione del sodalizio.

Richiamandosi all’episodio evangelico in cui si ricorda l’elogio di Giuditta, ripreso e poi attribuito anche alla Vergine Maria, il porporato si è soffermato sulla necessità di seguirne l’esempio per essere testimoni coerenti e coraggiosi della fede. Un impegno, ha detto, che contraddistingue l’attività dell’associazione «costituita per volontà del servo di Dio Paolo VI», la quale, raccogliendo gli ideali e l’eredità della Guardia Palatina d’onore, intende rendere «una particolare testimonianza di vita cristiana, di apostolato e di fedeltà alla Sede Apostolica».

Tre sono i suoi impegni prioritari evidenziati dal cardinale: quello liturgico, quello caritativo e quello culturale. «Approfitto di questa circostanza — ha detto il segretario di Stato — per dirvi il mio compiacimento per quanto riuscite a realizzare come associazione di credenti in questi ambito: penso all’organizzazione di alcuni significativi convegni (come quello dello scorso febbraio sulla “Fedeltà palatina da Pio IX a Benedetto XVI”); penso alle diverse attività caritative in favore dei poveri e degli ammalati; e naturalmente al valido servizio liturgico nella basilica Vaticana, per le celebrazioni pontificie».

«Felice — ha poi proseguito — è anche la recente iniziativa di costituire al vostro interno il “gruppo giovani”, intitolato alla stupenda figura del beato Pier Giorgio Frassati. La fede infatti chiede di essere trasmessa con modalità che variano a seconda dei tempi e dei luoghi». A proposito della presenza di numerosi giovani tra i nuovi iscritti, il cardinale Bertone ha ricordato come ciò sia «garanzia che la vostra azione avrà un futuro».

Del resto, ha detto ancora, «la fedeltà e il servizio al Successore di Pietro sono aspetti centrali e costitutivi dell’Associazione: urge perciò garantirne, per quanto umanamente possibile, la continuità in avvenire. La ricerca delle nuove leve sia sempre ben ponderata e attenta a genuine qualità umane e cristiane, prima di tutto fondata su una fede consapevole e liberamente vissuta al servizio della Chiesa e del Sommo Pontefice».

Con il cardinale Bertone hanno concelebrato tra gli altri il cardinale Coppa; gli arcivescovi Del Blanco Prieto e Bartolucci; il vescovo Marini, e i monsignori Wells, Xuereb, Crotty e De Raemy. Il rito, animato dai canti della Cappella Giulia diretta dal maestro Paul, è stato diretto dal cerimoniere pontificio monsignor Guillermo Javier Karcher.

Erano presenti i cardinali Monterisi e Brandmüller.

All’inizio l’assistente spirituale dell’associazione monsignor Joseph Murphy, ha rivolto al cardinale un indirizzo d’0maggio.

Dopo l’incontro con il Papa, i nuovi soci, chiamati dal presidente Calvino Gasparini, hanno pronunciato la formula della promessa.

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