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Valore che unisce

· ​Domenica in India giornata di preghiera interreligiosa ·

New Delhi, 15. «Chiediamo a tutti gli uomini e le donne di buona volontà di unirsi a noi e di pregare per il nostro amato Paese, invocando la benedizione di Dio sulla sua popolazione»: è l’appello diffuso dal cardinale Baselios Cleemis Thottunkal, arcivescovo maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi e presidente della Catholic Bishops’ Conference of India (Cbci) — organismo che raggruppa i vescovi di rito latino, malabarese e malankarese — in risposta alla crisi in Kashmir e all’escalation di violenza che si registra nella regione di confine con il Pakistan. L’iniziativa è quella di una giornata nazionale di preghiera interreligiosa da tenersi domani, domenica 16 ottobre. «Possa ogni luogo di culto risuonare di preghiere per la nostra amata nazione», è l’appello del porporato che a tal fine ha chiesto di organizzare liturgie e momenti di raccoglimento in tutte le diocesi cattoliche. 

Nello Stato indiano di Jammu e Kashmir, alla frontiera pakistana, da mesi non accenna a placarsi la tensione ed è tuttora in vigore il coprifuoco. Il conflitto tra l’esercito e i gruppi indipendentisti si è infiammato dopo l’uccisione, avvenuta a luglio, di un noto militante separatista, Burhan Wani, a cui è seguita una serie di attentati e attacchi alle basi militari. La popolazione della regione vive sotto sorveglianza militare, mentre scuole, università ed esercizi commerciali sono generalmente chiusi. Alcuni bambini riescono a frequentare le lezioni soltanto grazie all’opera di volontari che hanno aperto le porte delle proprie abitazioni e delle moschee per garantire un po’ di continuità nell’insegnamento. Le autorità — come riferisce l’agenzia AsiaNews — hanno vietato anche la celebrazione delle feste religiose per impedire assembramenti.
Il bilancio di questa ondata di violenze nella regione himalayana, territorio conteso fra i due Paesi fin dal 1947, è drammatico: più di novanta morti e dodicimila feriti. Di fronte a un simile scenario, Thottunkal ha rinnovato l’appello alla coesione nazionale, invitando tutti i vescovi, sacerdoti, religiosi e laici cattolici del Paese a unirsi in preghiera «per il nostro amato Paese», affinché prevalgano «giustizia, pace, prosperità, benessere, armonia e unità». 

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