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Vacilla la tregua libica

· La Settima Brigata denuncia violazioni mentre Parigi chiede elezioni entro la fine dell’anno ·

Disordini in un campo di sfollati a Tripoli (Reuters)

Sono state denunciate questa mattina alcune violazioni del cessate il fuoco in Libia raggiunto grazie alla mediazione delle Nazioni Unite due giorni fa. Secondo la Settima Brigata di Tarhuna, uno dei principali gruppi ribelli che hanno sferrato l’attacco al governo di Al Sarraj, due suoi uomini sarebbero rimasti feriti in un agguato teso da un’altra formazione, la Brigata Al Daman, che i media definiscono «dipendente dal ministero dell’interno». I due feriti ora si trovano ricoverati in un centro sanitario. La Settima Brigata ha inoltre accusato la milizia Al Daman di aver sparato «in modo indiscriminato» contro i suoi uomini.

L’episodio potrebbe rimettere in discussione il fragile equilibrio raggiunto e far riesplodere le violenze. Poche ore prima dell’agguato, il capo della Settima Brigata, Naser Ali Aoun, aveva dichiarato: «La tregua non reggerà e lo vedrete nei prossimi giorni: è un accordo nato debole». È stata proprio la Settimana Brigata a innescare l’escalation di violenze che ha gravemente incrinato il fragilissimo equilibrio libico, causando sessanta morti. Gli uomini di Ali Aoun si oppongono al governo di Al Sarraj, sostenuto dall’Onu, e sostengono invece il generale Haftar, uomo forte della Cirenaica e vicino al governo parallelo di Tobruk. Sul fronte diplomatico, si registra l’intervento, questa mattina, dell’Eliseo. «In appoggio alle Nazioni Unite e al fianco dei suoi partner, la Francia è determinata a lavorare al proseguimento del processo politico e all’organizzazione di elezioni entro la fine dell’anno» in Libia, «seguendo il piano d’azione delle Nazioni Unite» si legge in una nota diffusa dal ministero degli esteri di Parigi. Nelle ultime ore è giunta anche la presa di posizione dell’Italia. «Seguiamo una strategia precisa che mira al rafforzamento del contesto di sicurezza e della capacità di governance» ha detto il ministro della difesa italiano, Elisabetta Trenta.

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25 agosto 2019

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