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Vacilla la tregua

· Uccisi quattordici soldati di Kiev ·

Sempre più a rischio il cessate il fuoco nell’est dell’Ucraina, con i ribelli e Mosca che hanno bocciato la proposta di Kiev di schierare i caschi blu dell’Onu lungo la frontiera con la Russia. 

Un soldato ucraino ferito nei combattimenti (Reuters)

Da parte sua, il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha accusato senza mezzi termini la Russia di essere un Paese «aggressore» e ha assicurato che si opporrà alla presenza di militari russi in qualsiasi forza di pace. Secondo Mosca, invece, le recenti attività della leadership ucraina indicano la volontà di espandere le operazioni militari nel Donbass. I leader di Francia, Germania, Russia e Ucraina che hanno siglato i disattesi accordi di Minsk si sono sentiti ieri al telefono e non hanno potuto fare altro che constatare la rottura della tregua nella città orientale di Debaltseve e rinnovare l’impegno ad «applicare con rigore e senza eccezioni» il cessate il fuoco. Secondo Kiev, nelle ultime ore sono rimasti uccisi altri quattordici soldati ucraini. Ieri l’esercito ucraino ha subito un duro colpo: sotto la pressione dei separatisti, ha infatti dovuto abbandonare lo strategico nodo ferroviario di Debaltseve.

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24 febbraio 2020

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