Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Utilità e gratuità coniugate in nuovi stili di vita

· Dal Pontefice spunti di riflessione e indicazioni pratiche ·

Si terrà dal 30 maggio al 3 giugno 2012, a Milano, il VII incontro mondiale delle famiglie. La lettera del Papa, resa pubblica oggi, 24 settembre, ne annuncia la data precisa, dando anche indicazioni generali ma non generiche, anzi piuttosto concrete, per la preparazione e lo svolgimento dell'importante appuntamento. Suggerisce, per esempio, che nel 2011, in coincidenza con il trentesimo anniversario della Familiaris consortio , si attui «un valido itinerario con iniziative a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, mirate a mettere in luce esperienze di lavoro e di festa nei loro aspetti più veri e positivi, con particolare riguardo all'incidenza sul vissuto concreto delle famiglie». Si tratta di fare discernimento sulle situazioni di fatto esistenti e di dare risonanza alle testimonianze e alle esperienze più valide e significative, allo scopo di stimolare la crescita del bene e sensibilizzare l'opinione pubblica a vantaggio della famiglia.

La lettera sottolinea che l'incontro di Milano sarà «fruttuoso», solo se sarà preceduto da un percorso di riflessione, preghiera e impegno pratico nelle singole diocesi. Quanto poi al programma dei cinque giorni a Milano, il Papa raccomanda che sia curato «in modo da armonizzare compiutamente le varie dimensioni: preghiera comunitaria, riflessione teologica e pastorale, momenti di fraternità e di scambio fra le famiglie ospiti e quelle del territorio, risonanza mediatica». Un'adeguata attenzione a questo suggerimento — ferme restando le due celebrazioni conclusive, la festa delle testimonianze e la messa, che saranno presiedute personalmente dal Papa — sembra richiedere che nei primi tre giorni si aggiungano al congresso teologico pastorale altre iniziative per coinvolgere maggiormente la gente comune e speciali categorie di persone.

La lettera di Benedetto XVI illustra brevemente anche il tema dell'incontro, che egli stesso precedentemente aveva scelto: «La famiglia: il lavoro e la festa». Gli elementi che ci offre sono preziosi per orientare la riflessione sia nelle Chiese locali, sia durante il percorso preparatorio sia a Milano nello svolgimento dell'evento ecclesiale. Il lavoro e la festa sono da considerare non come problematiche a se stanti e in tutta la loro ampiezza, ma in relazione alla famiglia, in quanto influiscono fortemente sulla vita di essa. La lettera, con un rapido accenno all'antropologia biblica dei primi capitoli del Genesi, presenta la famiglia, il lavoro e la festa come benedizioni e doni di Dio, intimamente collegati tra loro e necessari allo sviluppo umano integrale. Come commento si può aggiungere che l'uomo, per vivere e svilupparsi, ha bisogno sia dei beni strumentali, che sono voluti in vista di qualcos'altro, sia dei beni gratuiti, che sono voluti per se stessi. Appartengono alla prima categoria il lavoro, la tecnica, il mercato, il denaro; appartengono alla seconda la famiglia, l'amicizia, la solidarietà, la poesia, la musica, l'arte, la spiritualità, la festa. La compresenza dell'utile e del gratuito, come felicemente sottolinea la Caritas in veritate , è indispensabile per le persone, per la società e per la stessa efficienza economica. Purtroppo la logica del massimo profitto tende a gonfiare la produzione e i consumi a danno delle relazioni umane e dei valori spirituali. Il giorno festivo risulta compromesso dal lavoro no stop oppure diventa il fine settimana dedicato all'evasione attraverso i cosiddetti riti di massa in discoteca, allo stadio, al mare, o dedicato ai consumi mediante l'affollata frequentazione dei supermercati, le nuove cattedrali delle città mercato.

L'individuo in quanto single è considerato più funzionale della famiglia alle esigenze dell'economia, essendo più disponibile alla mobilità, più disposto a dare tempo ed energie, più propenso ai consumi. La famiglia, a sua volta, è privatizzata e ridotta a luogo di affetti e di gratificazione individuale; non riceve adeguato sostegno culturale, giuridico, economico, politico; subisce il pesante condizionamento di complesse dinamiche disgregatrici, tra le quali hanno un'incidenza tutt'altro che trascurabile l'organizzazione del lavoro e lo scadimento della festa a «tempo libero». Il tema dell'incontro, dunque, se approfondito seriamente a livello personale e sociale, culturale e pastorale, può diventare un importante contributo alla difesa e alla promozione dell'umano autentico nel mondo di oggi, a cominciare da nuovi stili di vita familiare.

A riguardo, la lettera del Papa esorta a «promuovere una riflessione e un impegno rivolto a conciliare le esigenze e i tempi del lavoro con quelli della famiglia e a ricuperare il senso vero della festa, specialmente della domenica, pasqua settimanale, giorno del Signore e giorno dell'uomo, giorno della famiglia, della comunità e della solidarietà». In ambito economico, secondo la linea suggerita dalla Caritas in veritate , occorre rendersi conto sempre più che è possibile fare impresa perseguendo fini di utilità sociale, mirando non al massimo profitto a qualsiasi costo, ma al giusto profitto, compatibile con le esigenze dei lavoratori, delle famiglie, della società, della protezione dell'ambiente, e offrendo nei rapporti di lavoro una flessibilità a misura di famiglia, cosa peraltro assai diversa dalla precarietà. In ambito familiare occorre incoraggiare la ridistribuzione dei compiti domestici e la scelta del lavoro extra domestico di comune accordo da parte dei coniugi, l'assunzione di uno stile di vita ispirato alla sobrietà, alla cura delle relazioni personali, all'apertura verso la comunità ecclesiale e le necessità del prossimo. Occorre, infine, che il giorno festivo sia celebrato in modo da illuminare il senso della vita e del lavoro stesso, rafforzando la coesione della famiglia e il suo inserimento nella comunità più grande, ravvivando il rapporto con la persona di Cristo, Signore e Salvatore, che ci accompagna nel nostro cammino quotidiano. L'autentica esperienza festiva può accrescere la bellezza e il gusto della vita familiare secondo il detto sapienziale: «Un dolore condiviso è dimezzato; una gioia condivisa è raddoppiata».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE