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Per uscire dalla falsa neutralità

· Nella messa per la giornata mondiale della pace Francesco chiede solidarietà e condivisione ·

E aprendo la porta santa della basilica liberiana parla del perdono come antidoto a rancore e vendetta

Un duplice richiamo a «vincere l’indifferenza che impedisce la solidarietà» e a «uscire dalla falsa neutralità che ostacola la condivisione» è stato rivolto da Papa Francesco durante la prima celebrazione del nuovo anno.

Nella messa presieduta in Vaticano venerdì mattina, 1° gennaio, in occasione della quarantanovesima giornata mondiale della pace, e al successivo Angelus con i fedeli convenuti numerosissimi in piazza San Pietro, il Pontefice ha rilanciato le attese degli uomini del nostro tempo per un mondo capace di abbattere le barriere, i sospetti, le paure e le chiusure «che sono nemiche della pace». Per questo all’omelia ha contrapposto al «fiume in piena» delle «molteplici forme di ingiustizia e di violenza che feriscono quotidianamente l’umanità» — «un fiume di miseria alimentato dal peccato» lo ha definito — l’«oceano di misericordia» che grazie a Dio «inonda il nostro mondo». E ricordando che «siamo chiamati tutti ad immergerci in questo oceano» e «a lasciarci rigenerare» ha in pratica rilanciato il messaggio centrale dell’anno santo straordinario della misericordia. Un tema riproposto nel pomeriggio con l’apertura della quinta porta santa di questo giubileo: quella della basilica liberiana. Francesco si è recato nel tempio mariano all’Esquilino, dove celebrando la messa ha parlato dell’importanza del perdono come unico «vero antidoto alla tristezza del rancore e della vendetta». Infine ha pregato davanti all’icona della Salus populi Romani. Il 31 sera, nei vespri della solennità mariana, il Papa aveva intonato nella basilica vaticana il Te Deum di ringraziamento di fine anno, auspicando per la città di Roma un rinnovato impegno nel recuperare i valori fondamentali di servizio e onestà.

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24 agosto 2019

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