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Urgenza di pace
e di riconciliazione

· Il cardinale Sandri alla divina liturgia con i presuli ucraini ·

È il profilo di una Chiesa viva, tra dolori e speranze, quello tracciato domenica 1º settembre, nella basilica di Santa Sofia in via Boccea, a Roma, dal cardinale Leonardo Sandri, che ha partecipato alla divina liturgia presieduta dall’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk, in occasione dell’apertura del Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina e nel cinquantenario della consacrazione della pro-cattedrale, avvenuta il 28 settembre 1969.

Insieme a 47 vescovi venuti dall’Ucraina e dalle zone di emigrazione — in Europa, negli Stati Uniti d’America, in Canada, nei Paesi latinoamericani, in Australia e nei Paesi del Golfo Persico — era presente il cardinale Domenico Calcagno. E, tra i pellegrini giunti a Roma, c’era anche l’ex presidente della Repubblica, Petro Oleksiyovych Poroshenko.

Al termine del rito, dopo la lettura del decreto di apertura del Sinodo, il cardinale Sandri ha rivolto ai presenti un indirizzo di saluto. «La vostra vita e la vostra fede — ha detto — sono il dono prezioso che il Signore ha continuato a custodire nonostante le dolorose prove del passato antico e del vicino presente: Lui è il Signore della storia, lui regge le sorti dei popoli, ed è capace di condurli a conversione con pazienza, sia dai culti pagani come nei secoli passati, sia dall’idolatria della persona, dell’ideologia e dello Stato totalitario. Lui dà il pane all’affamato e ristora le fatiche anche di un popolo come il vostro che nell’Holodomor fu decimato proprio perché privato del grano e del cibo».

«Lui, il Signore, continua a condurre la sua Chiesa — ha ricordato il cardinale Sandri — attraverso il ministero dei pastori: qui, a Roma, pensiamo ai diversi successori di Pietro, ma in particolare a san Giovanni Paolo ii, che venne pellegrino nella vostra terra beatificando alcuni dei vostri martiri, e a Papa Francesco, al quale trasmetterò i sentimenti di filiale devozione che a nome vostro Sua Beatitudine Sviatoslav ha appena manifestato». E, ha aggiunto riferendosi al Pontefice, «lo ricordiamo in questa basilica, dove egli stesso si era recato a pregare un anno fa, e ha voluto erigere qui in Italia un Esarcato apostolico perché i vostri fedeli siano seguiti pastoralmente in modo più capillare e attento».

Il cardinale Sandri ha anche invitato a pregare per il cardinale Achille Silvestrini, morto lo scorso 29 agosto, suo predecessore come prefetto del dicastero dal 1991 al 2000, «che tanto ebbe a cuore anche la vita della Chiesa Ucraina». E, ha detto, «non possiamo non ricordare qui la figura del metropolita Andrej Sheptycky, che avviò a Roma, novant’anni fa, gli incontri dei vescovi greco-cattolici, e il cardinale Josyf Slipyj, che consacrò la basilica di Santa Sofia cinquant’anni fa, nella certezza che se anche in Ucraina la Chiesa era costretta alle catacombe e all’oscurità della vita clandestina, il fulgore della fede e la potenza della parola di Dio che opera in coloro che credono non poteva restare nascosta». Il porporato ha fatto memoria anche dei cardinali Husar e Lubachivsky.

«La certezza della misericordia di Dio che ha guidato la vita della vostra Chiesa — ha affermato — apre il cuore affinché sia purificato da ogni forma di rancore o comprensibile fatica umana a perdonare, e viva una esperienza non solo di libertà esteriore, ma soprattutto di liberazione interiore». Del resto, «prima ancora che nei muri di una pro-cattedrale per il popolo in esilio, la sapienza di Dio ha posto la sua tenda e vuole continuare a farlo nel cuore dei fedeli, capaci di vivere il Vangelo come forza capace di cambiare la storia, come urgenza di pace e di riconciliazione, come possibilità di cercare strade comuni tra coloro che un unico battesimo ha immerso nella Pasqua di Cristo e un’unica unzione ha consacrato come popolo sacerdotale, regale e profetico».

I lavori del Sinodo sono cominciati la mattina del 2 settembre, con l’udienza del Papa e con una preghiera sulla tomba di san Giosafat, sepolto in San Pietro. E si concluderanno il 10 settembre.

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24 febbraio 2020

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