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Uomo del sorriso

· ​Eduardo Francisco Pironio ·

A vent’anni dalla morte del cardinale Eduardo Francisco Pironio, domenica 25 febbraio a Percoto (Udine), paese natale dei genitori del porporato argentino, è stata celebrata la messa presieduta dal cardinale prefetto del Dicastero per i laci, la famiglia e la vita. Hanno concelebrato il vescovo Brian Farrell, segretario del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, il vescovo Fernando Vérgez Alzaga, segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il nunzio apostolico Diego Causero e una decina di sacerdoti friulani. Pubblichiamo quasi per intero l’omelia del porporato statunitense, che è stato ordinato sacerdote dal cardinale Pironio e che ora ricopre quello che fu — dal 1984 al 1996 — uno dei suoi incarichi al servizio della Santa Sede come presidente del Pontificio consiglio per i laici.

La Pasqua gloriosa di Cristo e il mistero della croce dei cristiani sono stati due pilastri della vita spirituale del cardinale Pironio.

Egli era davvero un “uomo pasquale”! Nei suoi discorsi ritorna di frequente il tema del mistero pasquale, a lui molto caro: la certezza che Cristo, dopo aver sperimentato la morte, è entrato nella pienezza della vita e ora, vivente, comunica la luce e la gioia pasquale alla Chiesa e a ogni battezzato, soprattutto nei momenti di buio e di abbattimento. Non per caso il tema centrale che scelse quando fu chiamato a predicare gli esercizi spirituali al Papa e alla Curia nel 1974 fu proprio «la Chiesa della Pasqua». Così diceva in una di quelle meditazioni: «Tutta la Chiesa è essenzialmente pasquale... la vita nuova del cristiano, che ha rivestito Cristo è una vita essenzialmente pasquale: di risuscitati con Cristo».

Ed è stato un sacerdote, un cristiano, che ha veramente compreso e vissuto il mistero della croce. Così ha lasciato scritto nel suo testamento spirituale: «Ringrazio il Signore per il privilegio della sua croce. Mi sento felicissimo di aver sofferto molto. Mi dispiace solo di non aver sofferto bene e di non aver assaporato sempre in silenzio la mia croce. Desidero che almeno adesso, la mia croce cominci ad essere luminosa e feconda». Che grande testimonianza questa per tutti noi! Invece di ribellarci e indurirci di fronte alle nostre piccole o grandi sofferenze, impariamo anche noi a pregare il Signore affinché le nostre croci siano luminose e feconde!

Il cardinale Pironio è stato anche un grande testimone della gioia cristiana. Tutti lo ricordano per il suo sorriso, il suo buon umore, la sua capacità di rallegrarsi per il bene che sapeva vedere in ogni persona e in ogni situazione. Commentando l’esortazione apostolica di Paolo vi sulla gioia cristiana così scriveva «Saremo felici nella misura in cui entriamo in comunione con Dio, intuendo e gustando la sua presenza nella bellezza delle cose o nella sincerità degli amici, perché anche in questo Dio si rivela e si comunica». E veramente il cardinale Pironio aveva uno sguardo di fede per cogliere la presenza di Dio negli altri! Per questo trattava tutti con rispetto, quasi con venerazione, e sapeva “gustare” la bellezza e la gioia dell’amicizia, come segno dell’amore di Dio per noi. Per questo i giovani lo amavano così tanto! Perché anche in loro, soprattutto in loro, il cardinale vedeva la presenza di Dio, e sapeva “gustare” la loro amicizia. I giovani percepivano che egli era contento di stare con loro e che desiderava accompagnarli e incoraggiarli come un vero padre. I giovani si sentivano amati, rispettati e stimati da lui. Si sentivano capiti nei loro desideri più profondi e nelle difficoltà che provavano di fronte alla vita. Il cardinale Pironio viene ricordato ancora oggi come “il cardinale dei giovani”. È stato colui che ha aiutato a realizzare il desiderio di san Giovanni Paolo ii di istituire le giornate mondiali della gioventù, organizzandone ben sei, e lo ha fatto non come semplice adempimento d’ufficio, ma mettendovi il suo cuore di pastore e di amico dei giovani. Abbiamo ascoltato nella prima lettura la promessa di Dio fatta ad Abramo: «Renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare» (Genesi, 22, 17). Possiamo dire che i milioni di giovani che in tutti questi anni hanno partecipato alle gmg, sono la «discendenza numerosa come le stelle del cielo» che Dio ha donato al cardinale Pironio.

È impossibile ricordare qui, per esteso, l’immensa opera pastorale del cardinale Pironio, sempre vissuta con generosità e con grande amore alla Chiesa. Basti ricordare l’insegnamento della teologia, la formazione di giovani candidati al sacerdozio, il ministero episcopale in varie diocesi e nella presidenza del Celam, il servizio della Curia romana che lo ha visto impegnato a favore dell’ecumenismo, dei religiosi e degli istituti secolari, dei laici, dei giovani.

Il cardinale è stato un grande uomo di Chiesa, un sacerdote zelante, animato da profonda vita interiore, innamorato della Vergine Maria, efficace nella predicazione e instancabile nelle opere apostoliche. Ma è stato soprattutto un cristiano esemplare, dalla fede limpida e profonda. Una fede che ha professato con la parola, ma soprattutto con la testimonianza della sua vita e del suo servizio agli altri. 

di Kevin Joseph Farrell

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16 ottobre 2018

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