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Oasi anche per i più piccoli

· Come il patriarcato di Gerusalemme dei Latini aiuta le famiglie dei migranti ·

Per consentire anche ai bimbi minori di 3 anni, figli di rifugiati e richiedenti asilo, di essere accuditi in modo degno mentre i loro genitori sono al lavoro, la pastorale dei migranti di Gerusalemme dei Latini e il vicariato patriarcale per i fedeli cattolici di espressione ebraica si sono mobilitati. 

Lo Stato israeliano garantisce ai figli dei rifugiati l’accesso alle scuole pubbliche ma nel Paese non esistono strutture in grado di accogliere i bambini di meno di 3 anni. Questa mancanza — si legge nel sito in rete del patriarcato di Gerusalemme dei Latini — ha originato in questi anni il moltiplicarsi “selvaggio” di asili nido “improvvisati” dove decine di piccoli sono tenuti in appartamenti affollati e in condizioni igieniche disastrose (nel 2015 addirittura cinque bambini sono morti in uno di questi asili, chiamati garages pour enfants).

A Gerusalemme, grazie alla pastorale dei migranti, un asilo nido sul modello classico ospita ventidue piccoli, mentre a Tel Aviv l’ampiezza della domanda ha spinto padre David Neuhaus, vicario patriarcale per i fedeli cattolici di espressione ebraica, a studiare un più articolato sistema di accoglienza. In collaborazione con un’organizzazione non governativa attiva nel settore, il centro Notre-Dame de Valeur (aperto nel febbraio 2014 a sud di Tel Aviv e vera e propria oasi per i migranti) si è adattato per ospitare — lì, nella casa Saint Joseph e in due appartamenti affittati nelle vicinanze — cinquantadue bimbi di nazionalità eritrea, filippina, sudanese, indiana e srilankese. Vengono seguiti quotidianamente, dalle 7 alle 18, da donne migranti, ciascuna delle quali è responsabile di sei piccoli. Due bambini autistici e un altro affetto da trisomia 21 ricevono un’attenzione particolare. Due nuovi appartamenti consentiranno presto di accogliere altri dodici piccoli.

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13 novembre 2019

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