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​Uno per uno

· Il racconto del direttore della Sala stampa della Santa Sede ·

«Uno per uno. Li ha voluti salutare uno per uno. Sia nei momenti più raccolti che in quelli in cui c’era più confusione: una delle cose che più mi ha colpito è stata la cura, l’attenzione, la premura del Papa per le persone che aveva davanti». Greg Burke, direttore della Sala stampa della Santa Sede, ha ancora negli occhi le emozioni di una giornata davvero speciale: «Incredibile che subito dopo il viaggio in Georgia e Azerbaigian si sia speso così: non so neanche immaginare il numero di persone che lui ha salutato».

Tra i pochissimi che dal Vaticano hanno accompagnato il Pontefice nella visita alle popolazioni vittime del terremoto, Burke ha raccontato al nostro giornale il mix di emozioni vissute in quelle ore. «Sentimenti forti e contrastanti» ci ha detto: «da una parte la grande gioia e la riconoscenza percepite nelle persone incontrate dal Papa, dall’altra il dolore e la sofferenza di un popolo davvero provato». E quando Francesco è entrato nella zona rossa ad Amatrice, «ha potuto “assorbire” anche la distruzione fisica, la devastazione: la sua preghiera silenziosa è stato un momento davvero toccante».

«Particolarmente emozionante poi — ha continuato il direttore della Sala stampa — è stato l’incontro con gli anziani nella residenza di Borbona. Lì il Pontefice ha trovato più calma e discrezione e davvero ci ha mostrato in concreto cosa intende ogni volta che nei suoi discorsi ci invita a non dimenticare i nonni. Fino all’ultimo gli ospiti non sapevano che sarebbe arrivato il Papa, ed è stato bellissimo vedere i loro volti sorpresi, gli occhi sgranati nel vederlo entrare in ogni stanza e fermarsi proprio da loro». Molto significativa, ha aggiunto Burke, anche la sequenza di soste che Francesco ha compiuto mentre raggiungeva i vari paesi. Le strade, nella zona, sono punteggiate di case isolate, e diverse volte il Pontefice, vedendo gruppetti di persone che lo aspettavano fuori dalla porta, ha fatto fermare la macchina per salutarli.

Nonostante il riserbo mantenuto fino alla fine, la notizia della visita è naturalmente rimbalzata su tutti i media. Dopo il primo lancio della Sala stampa sull’arrivo del Pontefice ad Amatrice, Burke ha anche postato un tweet con la foto di Francesco tra i terremotati. L’immagine è subito divenuta virale in rete ed è aumentato in maniera esponenziale il numero di condivisioni degli hashtag #Papa e #Amatrice: «È naturalmente importante che noi diamo un’informazione dettagliata e descrittiva di un avvenimento — spiega — però le parole a volte parlano fino a un certo punto. L’immagine trasmette l’emozione. E si diffonde molto più velocemente. Del resto il modo tradizionale di fare informazione sta cambiando e noi dobbiamo usare tutti i mezzi disponibili. In questo caso, poi, l’occasione era davvero perfetta per comunicare con le immagini. Ed è bello che, guardando e ascoltando il Papa, tutti abbiano potuto percepire il suo essere uomo di fede e di speranza che vuole trasmettere questa speranza agli altri dicendo: coraggio!». (maurizio fontana)

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22 ottobre 2019

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