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Un insensato atto di brutalità

· Il dolore del Papa per l’attentato alla moschea egiziana che ha causato trecentocinque morti e un centinaio di feriti ·

Il Cairo, 25. Papa Francesco è «profondamente addolorato per la grande perdita di vite umane» causata dagli attacchi terroristici di ieri alla moschea Al Rawda nel nord del Sinai, in Egitto, che hanno provocato 305 morti, tra cui ventisette bambini, e un centinaio di feriti.

È quanto si legge in un telegramma a firma del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, nel quale il Pontefice esprime «la solidarietà al popolo egiziano in queste ore di lutto nazionale» e la «ferma condanna per questo insensato atto di brutalità contro civili innocenti riuniti in preghiera». Francesco «si unisce a tutte le persone di buona volontà nell’implorare che i cuori induriti dall’odio imparino a rinunciare alla violenza che porta a tanta sofferenza e ad abbracciare la via della pace».

Si è trattato di uno dei più sanguinosi attacchi compiuti contro i civili in Egitto negli ultimi decenni. Secondo le ricostruzioni, un gruppo di terroristi ha aperto il fuoco sulle centinaia di fedeli riuniti nella moschea per la preghiera del venerdì con armi automatiche e lanciarazzi. Foto mostrano anche segnali di un’esplosione all’interno del luogo di culto, che il commando ha assediato, bloccando le vie di fuga e sparando all’impazzata anche contro le ambulanze accorse. Un attacco pianificato nei minimi dettagli.

Il presidente, Abdel Fattah Al Sisi, in un discorso alla nazione, ha sostenuto che le autorità egiziane «reagiranno con forza brutale a questo attentato», che non è ancora stato rivendicato. I sospetti sono tutti incentrati sul sedicente stato islami co (Is), che già in passato ha colpito nella zona. «Le forze armate e la polizia vendicheranno i morti» ha aggiunto Al Sisi, che ha proclamato tre giorni di lutto nazionale.

La moschea è frequentata dalla tribù sawarka, conosciuta per la propria collaborazione con l’esercito nella lotta contro l’Is: un elemento che si aggiunge alle analisi sui moventi dell’attentato. Concentrato soprattutto nell’angolo nordest del Sinai, al confine con la Striscia di Gaza, dove da oltre quattro anni e mezzo è in corso un conflitto tra le forze di sicurezza egiziane e i terroristi dello stato islamico.

L’attentato è stato prontamente condannato da Al-Azhar, il più influente centro teologico e universitario dell’islam sunnita. Lo riferisce l’agenzia egiziana Mena citando dichiarazioni dell’imam Ahmed Al-Tayeb, che ha giudicato importante respingere con tutta la forza possibile i terroristi e i loro crimini.

«Sgomento, profonda tristezza, orrore di fronte a quanto è accaduto», è quanto ha espresso il nunzio apostolico Bruno Musarò, per il quale «insieme con tutte le persone che vanno alla ricerca della pace e della convivenza pacifica bisogna condannare, ancora una volta ed energicamente, questo orribile attentato, affidare al Signore e alla sua misericordia coloro che hanno perso la vita e pregare perché guarisca presto chi è stato ferito».

Parole di «condanna» per «l’attacco terroristico brutale» sono state espresse dal patriarca copto-ortodosso Tawadros ii. «La Chiesa rende omaggio ai martiri della patria, pregando Dio che doni ogni consolazione alle famiglie e la guarigione ai feriti», si legge in un messaggio. «Preghiamo che la misericordia di Dio si rivolga verso l’Egitto e lo protegga da questo terrorismo brutale che non avevamo mai conosciuto prima e che l’Egitto ha rifiutato con la sua tolleranza e la sua grande civilizzazione», scrive Tawadros.

Cordoglio anche da parte di numerosi episcopati cattolici. «Trovo particolarmente doloroso che sia stata attaccata e portata via la vita di persone che stavano pregando», è la reazione del cardinale arcivescovo di München und Freising, Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca e della Commissione degli episcopati della Comunità europea. «Chi uccide in nome della religione è blasfemo», ha aggiunto il porporato, sottolineando che «noi cristiani ci uniamo in preghiera con tutti i credenti, cristiani e musulmani, che si oppongono risolutamente alla logica dell’odio e della distruzione».

Di attacco terroristico «mostruoso» parla il cardinale arcivescovo di Galveston-Houston, Daniel N. DiNardo, presidente della Conferenza episcopale statunitense, per il quale «gli atti terroristici non possono mai essere giustificati in nome di Dio o di qualsiasi altra ideologia politica». Anche il presidente della repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio ad Al Sisi, assicurando che «l’Egitto potrà contare sempre sul determinato sostegno dell’Italia».

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