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Uniti contro la tratta

· Caritas europee e del Mediterraneo ·

Bruxelles, 30. Le Caritas europee e del Mediterraneo uniscono le loro forze per contrastare la tratta di esseri umani, in particolare per proteggere i bambini. Il progetto, che prevede la realizzazione di una ricerca transfrontaliera, coinvolge due organizzazioni regionali (Caritas Medio oriente e Nord Africa e Caritas Europa) e nove Caritas nazionali (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Francia, Giordania, Libano, Kosovo, Slovenia, Slovacchia e Ucraina). L’iniziativa è stata lanciata in occasione dell’odierna giornata internazionale contro la tratta di esseri umani.

«L’obiettivo della ricerca — spiegano i responsabili di Caritas Europa — è contribuire a migliorare le pratiche di assistenza delle vittime salvate, mettendo a disposizione dati sull’impatto della tratta, per realizzare metodi nuovi e più efficaci per sostenerle durante il processo di riabilitazione».

La ricerca permetterà di proporre «strumenti e tecniche per identificare meglio, prevenire e combattere le azioni dei trafficanti, promuovendo allo stesso tempo consapevolezza tra i gruppi a rischio, le forze dell’ordine e l’opinione pubblica». Anche perché, viene evidenziato, i trafficanti sono molto organizzati e stanno usando tecnologie sempre più sofisticate, per un giro d’affari multimiliardario. Si tratta di una ricerca «veramente necessaria», afferma Geneviève Colas, rappresentante di Caritas Europa per il contrasto alla tratta di esseri umani. «Anche se la lotta ai trafficanti — aggiunge — è migliorata negli ultimi anni, questi criminali stanno trovando nuovi modi per catturare le loro vittime».

La relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tratta di esseri umani, Maria Grazia Giammarinaro, aveva invitato la Caritas a presentare le sue raccomandazioni ai leader governativi davanti al recente Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Tra le raccomandazioni figurano quelle della formazione specifica per tutti gli operatori sul campo, del dare la possibilità alle vittime di ricostruire le proprie vite, di scongiurare i rimpatri quando possono essere a rischio nei propri paesi.

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