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L’unità è possibile

· All’udienza generale Papa Francesco ricorda l’inizio della settimana dedicata all’ecumenismo ·

Donald Liu, «La preghiera di Giona» (2008)

«Comunione, riconciliazione e unità sono possibili»: nel giorno in cui ha inizio la settimana ecumenica Papa Francesco ha ribadito la necessità di pregare affinché i cristiani ritrovino la piena unione, sottolineando come «in Europa questa comune fede in Cristo è come un filo verde di speranza». Salutando come di consueto i gruppi di fedeli al termine dell’udienza generale del 18 gennaio, con quelli di lingua tedesca presenti nell’aula Paolo VI, il Pontefice ha ricordato «con commozione la preghiera ecumenica a Lund, in Svezia, il 31 ottobre scorso». Da qui l’esortazione «nello spirito di quella commemorazione comune della Riforma», a guardare «più a ciò che unisce che a ciò che divide» e a continuare «il cammino insieme, per approfondire la comunione e darle una forma sempre più visibile». Auspici rinnovati sull’account @Pontifex: «Dall’intimo della nostra fede in Gesù Cristo — ha twittato — sgorga l’esigenza di essere uniti in Lui».

In precedenza il Papa aveva proseguito il ciclo di riflessioni sul tema della speranza cristiana alla luce della Scrittura. Sullo sfondo della catechesi la figura biblica del profeta Giona «che tenta di sottrarsi alla chiamata del Signore». Ma la sua vicenda — narrata «in un piccolo libretto di soli quattro capitoli» — costituisce secondo Francesco «una sorta di parabola portatrice di un grande insegnamento, quello della misericordia di Dio che perdona».

Egli è infatti «un profeta in uscita che Dio invia “in periferia”, a Ninive» per convertirne gli abitanti. Però lui cerca di sottrarsi al compito e fugge. E durante la fuga entra in contatto con dei pagani, i marinai della nave su cui si era imbarcato. Ma «durante la traversata, scoppia una tremenda tempesta», durante la quale il profeta «riconoscendo le proprie responsabilità, si fa gettare in mare per salvare i compagni di viaggio». Ecco allora la lezione tratta da Francesco: «La morte incombente ha portato quegli uomini pagani alla preghiera» e «ha fatto sì che il profeta vivesse la propria vocazione al servizio degli altri accettando di sacrificarsi».

Di conseguenza, ha concluso il Papa aggiungendo una considerazione al testo scritto, occorre invocare il Signore affinché «ci faccia capire questo legame fra preghiera e speranza». Anche perché «la preghiera ti porta avanti nella speranza e quando le cose diventano buie, occorre più preghiera! E ci sarà più speranza».

La catechesi del Papa

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