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Unità nella diversità

In un’atmosfera di spiritualità ecumenica, dopo la preghiera mattutina del 21 giugno, nella Visser’t Hooft Hall del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc) a Ginevra si è tenuto l’incontro celebrativo dei settant’anni di questo organismo.

Esaltando l’unità nella diversità riconciliata nel nome di Cristo, guidati dal motto «Pellegrinaggio ecumenico: camminare, lavorare e pregare insieme» e alla presenza di rappresentanti di diverse confessioni cristiane, sono stati intonati inni e condivisi preghiere profonde e discorsi che sfidano.

La preghiera di apertura è stata affidata al metropolita Nifon di Târgovişte, della Chiesa ortodossa romena, il quale ha chiesto al Signore: «Fa’ che siamo una cosa sola in amore e ministero, affinché noi che invochiamo il nome di Cristo, siamo strumenti di pace, procedendo insieme come pellegrini nel cammino del tuo regno per servire il tuo popolo e il creato a gloria del tuo nome».

Particolarmente sentite e profonde sono state le parole di Olav Fykse Tveit, segretario generale del Wcc, che, dopo aver citato il testo biblico «questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso» (Salmi, 118, 24), ha esortato a superare le divisioni e ha parlato della visita di Francesco come di una pietra miliare nella storia delle relazioni tra le Chiese. Ha poi continuato dicendo: «Permettiamo alle prossime generazioni di creare nuove espressioni di unità, di giustizia e di pace, a man a mano che condividiamo sempre più e più».

Ascoltate con grande attenzione in un clima di silenzio, interrotto solo dagli applausi finali, sono state le parole di Agnes Aboum, di confessione anglicana e attuale moderatrice del comitato centrale del Consiglio ecumenico delle Chiese. Sempre facendo riferimento a Papa Francesco, ha affermato che la sua visita «dimostra che l’impegno delle Chiese con l’unità, per il bene di tutta l’umanità e di tutta la creazione di Dio, è saldo ed è vivo».

Il Pontefice nel suo discorso ha sottolineato la necessità di «un nuovo slancio evangelizzatore», dicendosi convinto che «se aumenterà la spinta missionaria, aumenterà anche l’unità fra noi». Dopo aver sviluppato e approfondito i concetti del motto scelto — camminare, pregare e lavorare insieme — Francesco ha concluso il suo discorso rivolgendosi direttamente all’assemblea con questo invito: «Aiutiamoci a camminare, pregare e lavorare insieme perché, con l’aiuto di Dio, l’unità progredisca e il mondo creda».

dal nostro inviato Marcelo Figueroa

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22 agosto 2018

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