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Unità dopo il dolore

· Nelle reazioni dei rappresentanti religiosi ·

Orrore, solidarietà, temperanza, fermezza, unità: sono le parole che più ricorrono nei messaggi che i rappresentanti cristiani, musulmani ed ebrei di Francia (e non solo) hanno diffuso nelle ultime ore come reazione ai sanguinosi attentati di ieri sera a Parigi.

Soldati davanti a Notre-Dame (Afp)

«Di fronte alla violenza degli uomini — scrive il cardinale arcivescovo di Parigi, André Vingt-Trois — possiamo ricevere la grazia di un cuore fermo e senz’odio. Che la moderazione, la temperanza e l’autocontrollo di cui tutti hanno dato prova finora si confermino nelle settimane e nei mesi a venire; che nessuno si lasci andare al panico o all’odio. Chiediamo la grazia di essere artefici di pace. Non dobbiamo mai perdere la speranza nella pace, se si costruisce la giustizia». «Profondo dolore» viene espresso dall’arcivescovo presidente della Conferenza episcopale francese, Georges Pontier, il quale invita i fedeli alla preghiera e a essere testimoni di speranza, ricordando che «il male non avrà l’ultima parola». Il metropolita Emmanuel, presidente dell’Assemblea dei vescovi ortodossi, sottolinea che questi tragici avvenimenti «risuonano come un appello all’unità nazionale, al rafforzamento del vivere insieme, alla protezione dei valori fondamentali della nostra Repubblica». Domenica si pregherà per la Francia anche in tutte le chiese italiane, come informa una nota della Conferenza episcopale, «profondamente colpita».

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24 agosto 2019

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