Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

In difesa dei diritti umani

· L’assemblea plenaria dei vescovi indonesiani ·

Dignità umana, coscienza morale e diritti umani: a questi temi è dedicata l’annuale assemblea della Conferenza episcopale indonesiana (Kwi), in corso di svolgimento nella diocesi di Bandung con il tema «La vocazione della Chiesa nella nazione». Insieme ai vescovi delle dieci arcidiocesi e ventisette diocesi del paese, prendono parte ai lavori assembleari anche l’arcivescovo Piero Pioppo, nunzio apostolico in Indonesia; Eusabius Binsasi, direttore generale per gli affari cattolici del ministero per gli affari religiosi; il pastore Bambang H. Widjaja, esponente del sinodo delle Chiese protestanti (Pgi); i rappresentanti dell’associazione dei gruppi religiosi indonesiani (Koptari) e dell’associazione diocesana d’Indonesia (Unio Indonesia). Durante la cerimonia di apertura, monsignor Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Jakarta e presidente della Kwi, ha riassunto alcuni degli avvenimenti che hanno segnato la vita della Chiesa negli ultimi mesi: la prima edizione del “Pesta Paduan Suara Gerejani” (Pesparani), il festival nazionale di musica sacra cattolica ad Ambon; la nomina dei nuovi vescovi delle diocesi di Tanjung Selor (North Kalimantan), Maumere (East Nusa Tenggara) e Purwokerto (Central Java); i numerosi casi di corruzione e malgoverno che hanno investito la politica nazionale.

Il festival ha assunto una valenza particolare se si ricorda che la città di Ambon fu l’epicentro di un conflitto sociale e religioso nel periodo 1999-2001, quando scoppiò un’ondata di violenza settaria, provocando la morte di 4.000 persone, tra musulmani, cristiani e protestanti, e oltre mezzo milione di sfollati. Le violenze terminarono con il trattato di pace di Malino, concordato dal governo il 13 febbraio 2002. «Questo primo festival sacro cattolico nazionale ad Ambon — ha dichiarato per l’occasione il ministro per gli affari religiosi, Lukman Hakim Saifuddin, durante un seminario preparatorio sul tema “Costruire l’armonia nazionale e difendere la repubblica dell’Indonesia attraverso le arti dello spettacolo: da Jakarta ad Ambon” — vuole dimostrare che la violenza causata dal settarismo religioso non esiste più in Indonesia».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 novembre 2018

NOTIZIE CORRELATE