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Un’interiorità possibile

· «Sorella Anima» di David-Marc d’Hamonville ·

«Non divorare il libro! No! La misura è quella prescritta dal vecchio ricettario delle distillazioni preziose: qualche pagina alla volta, senza esagerare. Entra in punta di piedi nel mistero, amalo, amami senza divorarmi».

Salvator Rosa, «Fragilità umana» (1656)

David-Marc d’Hamonville, abate del monastero di En Calcat, in Francia, lo dice subito in Sorella Anima. Alla scoperta di una interiorità possibile (Milano, Edizioni Terra Santa, 2020, pagine 128, euro 12,90), dal 16 gennaio in libreria: per conoscere se stessi bisogna fermarsi a contemplare. E, in questo senso, per scoprire, cioè, la propria interiorità, il volume, con traduzione a cura del monaco benedettino, fratel Michael David Semeraro, è di grande aiuto.

Si tratta, infatti, di una raccolta di pensieri, ricordi ed esperienze, personali e universali al contempo; di un viaggio interiore, di un dialogo con l’anima, anzi, con le anime di ciascun lettore, che segue il ritmo delle Confessioni dell’antichità e pure quello del flusso di coscienza della modernità; di un dispensario dove, ogni pagina scritta e ogni parola letta, può fungere da cura a quanto oggi affligge l’uomo.

Non è un caso che l’opera di frère David (classe 1954), nell’abbazia benedettina dai 32 anni, sia entrata, una volta pubblicata dalla casa editrice francese Albin Michel, nella selezione Miglior libro di spiritualità 2019. Spirituali, nel senso di donare una certa pace e serenità interiori, sono, più in particolare, i consigli che l’autore dà a sé e agli altri, tracciando e denunciando, forse consapevolmente, il volto esatto delle odierne società occidentali. «Andiamo avanti come un gregge sonnambulo cui basta ciò che la macchinetta dei bisogni regala in cambio di una monetina», scrive, per esempio, l’abate, invitando anche a «non rincorrere il tempo che passa», ma a viverlo fino a scegliere gli istanti, i minuti e le ore. «Non rimandare ai tempi difficili — scrive ancora ai lettori d’Hamonville —, esci in fretta dal torpore che ti circonda e raccogli te stesso, entra più spesso nel raccoglimento, sempre più spesso».

Contro la frenesia dei tempi moderni, la pesantezza degli oggetti e le distrazioni del circo interiore, Sorella Anima, di cui se ne consiglia la lettura sia ai credenti sia ai non credenti, è, pertanto, un antidoto alla vita piatta, all’esistenza vissuta a metà. È un ottimo livre de chevet, il libro da comodino da prendere in mano quando una giornata è iniziata male ed è finita peggio o quando «s’incrocia la vita e si rischia di non incontrarla».

Una dose, una pagina di questo libretto, all’apparenza veloce ma in realtà complicato da metabolizzare per l’autentico che ha dentro, rappresenta il modo migliore per «scostare il velo che impedisce di scorgere la bellezza del mondo», per «amare il giorno che viene» e, soprattutto, grazie al lavoro di tessitura che consiglia sull’io, per far rifiorire la propria umanità.

di Enrica Riera

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21 gennaio 2020

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