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Un’interferenza nella tradizione religiosa

· La comunità ebraica contesta il regolamento sulla circoncisione varato a Berlino ·

Si infiamma nuovamente in Germania la polemica sollevata dal tribunale di Colonia che nel giugno scorso ha assimilato l’atto della circoncisione per motivi religiosi alle lesioni volontarie, con possibili conseguenze penali.  La comunità ebraica di  Berlino ieri è insorta contro il nuovo regolamento   varato nella capitale tedesca, definito una «flagrante interferenza»  nelle tradizioni religiose. Poche ore prima, infatti, era stato il responsabile della giustizia, Thomas Heilmann, ad annunciare che la città-stato non  perseguirà penalmente chi effettua circoncisioni, ma solo a precise condizioni. D’ora in poi tali pratiche saranno consentite solo se effettuate  da medici, se si useranno anestetici, se vi sarà un permesso scritto dai genitori e la prova che il piccolo proviene da una comunità  ebraica o musulmana.   In tal modo, però, si escludono  i “mohel”, ovvero i circoncisori  ebrei  che seguono  le regole religiose, le  quali vietano fra l’altro l’uso di anestetico. Di qui l’accusa di  interferenza nella tradizione religiosa, contenuta in una risoluzione  votata  all’unanimità dall’assemblea della comunità ebraica  berlinese.

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17 novembre 2019

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