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Un’industria
sulla pelle dei migranti

· Decisa iniziativa dei presuli statunitensi per la riforma dei centri di detenzione ·

Un’«industria disumana». I presuli statunitensi tornano a fare sentire la propria voce in tema di immigrazione, accendendo i riflettori sul sistema dei centri di detenzione, per il quale chiedono ampie e urgenti riforme. 

Anche perché, ed è questa l’accusa forse più pesante, tali centri sono ormai diventati delle vere e propria aziende che lucrano sulla povera gente. L’energica presa di posizione dell’episcopato è contenuta in un dossier realizzato in collaborazione con il Centro per gli studi sull’immigrazione e intitolato «Unlocking Human Dignity: A Plan to Transform the U.S. Immigrant Detention System». 

In sostanza, il documento si traduce in una specie di raccomandazione che i vescovi hanno indirizzato al Congresso, dove da tempo è fermo l’esame di una riforma della legge sull’immigrazione. Intervento che precede di pochi mesi la visita che Papa Francesco compirà a settembre negli Stati Uniti. Per il vescovo ausiliare di Seattle e responsabile del comitato episcopale per le migrazioni, Eusebio L. Elizondo, «per la nostra nazione è tempo di riformare questo sistema disumano, che detiene inutilmente persone, specialmente gente vulnerabile, che non rappresentano alcuna minaccia e ai quali dovrebbero essere permessi un giusto processo e tutele giuridiche».

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17 luglio 2019

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