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​Uniforme piena di colori

· ​Un film sulla Guardia Svizzera ·

Un gruppo di ragazzi un po’ spaesati arriva in Vaticano. Sono le nuove reclute della Guardia Svizzera, il corpo pontificio nato nel 1500. Fra questi c’è René, uno studente di teologia dell’Argovia che ci racconta la sua esperienza come attraverso un diario personale. Fra entusiasmi e dubbi, gioie e paure, ci vorrà quasi un anno prima di sentirsi a proprio agio in questo ruolo antico e unico al mondo.

Una scena da «L’esercito più piccolo del mondo»

Esperto di cinema documentario con all’attivo anche un film di fiction (l’interessante e anticonvenzionale Io che amo solo te, 2014), il regista Gianfranco Pannone durante la sua carriera ormai più che ventennale ha spesso manifestato un interesse a indagare mondi marginali, più o meno ristretti e soprattutto impermeabili all’esterno, per motivi di carattere pratico, ideologico, artistico o geografico.

Dev’essere stato dunque piuttosto naturale per lui insinuarsi in una realtà peculiare ed esclusiva come quella della Guardia Svizzera. Osservata non come entità storica ma da un punto di vista intimista, attraverso cioè lo sguardo di alcune reclute e di una in particolare. Si tratta perciò di un breve panorama impressionista, di un veloce racconto di formazione. Nonostante l’intervento in sede di produzione del Ctv, il Centro televisivo vaticano, qui fra l’altro al primo impegno in un lungometraggio, in questo L’esercito più piccolo del mondo Pannone non si lascia schiacciare dalla responsabilità né dal timore reverenziale, realizzando un’opera che non dà mai l’idea di essere qualcosa di istituzionale né tanto meno di oleografico.

Se c’è rispetto e partecipazione nel descrivere l’interno del corpo militare o del Vaticano in generale, è solo perché a queste emozioni giunge — dopo un primo momento di disorientamento — il giovane protagonista. L’aspetto più interessante di questa visuale è il contrasto e la sottile tensione — sottolineata da una colonna sonora dal ritmo sostenuto — che si crea fra la sensibilità adolescenziale del nuovo arrivato e la solennità ieratica del mondo millenario che lo accoglie.

Pannone poi è talmente poco preoccupato di edulcorare questo spaccato di vita in Vaticano, da lasciare spazio anche ai dubbi che il protagonista si pone sul proprio ruolo e soprattutto sul corpo militare di cui è entrato a far parte.

di Emilio Ranzato

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23 maggio 2018

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