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Ungheria al voto

· ​Per il referendum sulle quote dei richiedenti asilo indicate da Bruxelles ·

In Ungheria domenica si vota per il referendum sulle quote dei richiedenti asilo, che Bruxelles chiede ad ogni membro dell’Ue di accogliere per alleggerire il peso che grava su Italia e Grecia.

Cittadini ungheresi residenti in Romania votano in anticipo sul referendum (Ansa)

Secondo i sondaggi, l’80 per cento dei cittadini ungheresi aventi diritto al voto è per il no alle quote suggerite dall’Unione europea. Nelle ultime ore diversi media mettono però in dubbio che i voti validi riescano a superare la soglia del 50 per cento richiesta per rendere legittima la consultazione.

Il primo ministro ungherese, Victor Orbán, ha più volte ribadito di aver voluto il referendum in contrasto con la linea di accoglienza promossa da Bruxelles. In base alle quote indicate dalla commissione europea, Budapest dovrebbe farsi carico di 1.294 richiedenti asilo. Orbán, del partito conservatore Fidesz, ha più volte chiesto che i flussi migratori vengano fermati già ai confini dell’Unione europea. Ha suggerito di creare «una città dei profughi» dove riportare anche i migranti entrati in Europa clandestinamente. E ha più volte sottolineato che, a suo avviso, una delle soluzioni alla questione può essere individuata nella costruzione di barriere, come l’Ungheria ha fatto con il reticolato al confine meridionale. Assieme a Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, l’Ungheria fa parte del gruppo di Visegrad, i quattro paesi che si sono coordinati per far fronte comune al piano di ricollocamenti di Bruxelles. Un piano che la commissione difende spiegando che rappresenta il tentativo di dare un senso all’Unione europea facendo accettare anche oneri (l’accoglienza di migranti) e non solo vantaggi (mercato unico e fondi per lo sviluppo).  

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19 settembre 2019

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