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Per un’Europa solidale
e attenta agli ultimi

· ​L’inviato papale in Ungheria ·

Se vuole avere un futuro, l’Europa non può perdere i valori di solidarietà sui quali la sua cultura si è costruita nel tempo. Sin dai primi secoli cristiani, infatti il continente «è stato forgiato da persone, tra cui anche il vescovo Martino» che non solo hanno annunciato il Vangelo ma lo hanno messo in pratica nel «servizio al prossimo», nella cucitura del tessuto sociale attraverso la «compassione» e l’attenzione agli ultimi. 

El Greco, «San Martino divide il mantello con un mendicante» (1590)

E «se non vivremo il presente con questo stesso spirito, per noi non ci sarà nemmeno un futuro». Lo ha ricordato il cardinale Dominik Duka, inviato speciale del Pontefice, che sabato 9 luglio ha celebrato a Szombathely, in Ungheria, la messa per i 1700 anni della nascita di Martino, il figlio dell’ufficiale romano che nel 335 si convertì al cristianesimo e poi divenne grande predicatore, vescovo di Tours e uno dei fondatori del monachesimo occidentale.

Quella del santo è una figura molto amata sia in Francia — in Gallia trascorse la maggior parte della sua vita militare prima e del suo impegno pastorale poi — sia altrove, dove registra un presenza profonda nelle tradizioni e nella devozione popolari. Tant’è che la Conferenza episcopale ungherese, sottolineando il luogo di nascita del santo, Szombathely, appunto, ha proclamato il 2016 come «Anno martiniano»

«Il padre dei poveri»: così lo ha definito Papa Francesco nella lettera con cui lo scorso 27 maggio ha nominato il porporato domenicano suo rappresentante per le celebrazioni, e ha ricordato, citando la Vita sancti Martini di Sulpicio Severo, come il soldato, anche quando non era ancora cristiano, ma solo un candidato al battesimo, si distinguesse per le opere di carità: «Assisteva i tribolati nelle malattie, soccorreva gli sventurati, nutriva i bisognosi, vestiva i nudi, non conservava nulla per sé della paga militare». Proprio questo aspetto ha evidenziato il cardinale Duka durante l’omelia: al momento del celebre episodio del dono di metà mantello al povero incontrato per strada, «Martino non è cristiano» e qui, ha detto l’arcivescovo di Praga, si può anche «trovare la risposta alla domanda se è possibile che attualmente nella nostra Chiesa si dedichino al servizio del prossimo anche collaboratori e collaboratrici non battezzati ma fedeli all’ideale dell’amore cristiano verso il prossimo». 

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