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Un’Europa senza valori
non ha futuro

· Il cardinale Giovanni Battista Re a Tonalestate ·

«Dobbiamo custodire il patrimonio di valori che abbiamo ricevuto dalle generazioni che ci hanno preceduto. Il passato ci ha trasmesso valori irrinunciabili, allontanandoci dai quali non solo il futuro non sarà migliore, ma non potremo più dirci veri cristiani».

È quanto ha affermato il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi, nel corso della rassegna culturale “Tonalestate”, appuntamento annuale quest’anno dal titolo «Dare radici e futuro ai giovani», che si è concluso oggi. Dal 2000 la kermesse, che si svolge appunto al Passo del Tonale, accoglie giovani, professionisti, educatori, docenti universitari e famiglie provenienti da Europa, America centrale, Messico, Venezuela, Giappone, Un ampio spazio è dedicato di consueto al tema del dialogo fra le religioni. Giovedì hanno preso la parola il rabbino di Firenze Joseph Levi e il rabbino Jeremy Milgrom, cofondatore di “Rabbins for Human Rights”, assieme ad autorevoli rappresentanti del mondo musulmano, come l’imam di Firenze Izzeddin Elzir, il vescovo Saad Sirop Hanna, ausiliare di Babilonia dei caldei, e il telogo Roland Meynet.

Nel suo intervento, il porporato ha ricordato che dopo la “Brexit”, cioè dopo la decisione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione europea (Ue), i commenti sul tema si sono moltiplicati. «Il cardinale Marx, lo scorso luglio, parlando a Berlino, ha affermato che: “non possiamo capire l’Europa senza la nostra fede, senza il Vangelo”, dal quale trae le sue radici. Molti sono gli elementi che hanno contribuito alla formazione dell’Europa, ma il cristianesimo — ha detto il cardinale Re — è quello che ha amalgamato maggiormente i popoli europei, i quali hanno lingue diverse, differenti tradizioni culturali e usi, ma l’elemento comune che li ha uniti è stata la fede cristiana. Non si può negare che il cristianesimo ha largamente contribuito a dare un’anima e un volto alla civiltà europea». Si tratta, secondo il prefetto emerito della Congregazione per i vescovi, di una «realtà inconfutabile e storicamente testimoniata dalle pietre delle cattedrali e di tanti antichi edifici e da tutta l’arte, musica, pittura, letteratura, ispirate dalla fede, che l’Europa ha poi esportato nel mondo intero».

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17 agosto 2019

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