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Un'Europa amata e messa in guardia

· Benedetto XVI ha indicato al vecchio continente la strada per uscire dalla crisi ·

«L’Europa sembra incamminata su una via che potrebbe portarla al congedo dalla storia»: questo severo monito venne pronunciato da Benedetto XVI, in un discorso rivolto ai partecipanti al convegno organizzato dalla Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece) in occasione dei festeggiamenti per i cinquant’anni dei Trattati di Roma (24 marzo 2007). L’immediato riferimento del Papa riguardava la crisi demografica del vecchio continente, ma il discorso, a partire da questo fatto emblematico, coinvolgeva i diversi aspetti dell’odierna vicenda europea. Queste parole evidenziano la preoccupazione per la crisi di civiltà del nostro continente: l’Europa, con l’indebolimento della sua identità culturale e religiosa, rischia di ridurre la persona a una sola dimensione, quella orizzontale. Come se la storia europea del secolo passato non insegnasse nulla agli europei di oggi, come se le tragiche esperienze non attestassero che l’uomo perde l’orientamento e compie passi disumani quando si chiude in se stesso e cancella Dio dal suo orizzonte. Insieme alla preoccupazione per la sorte di un’Europa in cui cresce la tendenza a relegare Dio nella sfera privata e a considerarlo come irrilevante e superfluo, è sempre emersa la fiducia di Benedetto XVI nell’Europa. Anzi, egli «ha ridato speranza a un’Europa in crisi», ha affermato su «Avvenire» del  13 febbraio scorso Julia Kristeva, psicanalista francese. Sono diversi gli intellettuali europei che apprezzano il significativo impegno di Benedetto XVI per l’Europa. Ma occorre riconoscere che parecchi studiosi non hanno gradito il suo insegnamento. Alcuni intellettuali hanno spesso accolto, se non anche favorito e accentuato, gli attacchi dei media, pronti a creare il caso per la polemica e per la derisione, con referenze parziali e con titolazioni arbitrarie. Quando la polemica lascerà il posto alla riflessione, ci sarà la possibilità di comprendere più a fondo la portata del pensiero di Joseph Ratzinger, intellettuale europeo che ha amato e ama il vecchio continente. Come teologo e come pontefice, ha offerto alla sua Europa il grande orizzonte in cui essa può pensare se stessa e precisare la sua identità per svolgere la sua missione oggi e domani.

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21 ottobre 2019

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