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Edizione a Panamá
per L’Osservatore Romano

Un minuto di silenzio per invocare la pace nel mondo. Erano circa le 13 — l’ora in cui si è rinnovato in diversi paesi l’appuntamento di preghiera in ricordo dell’incontro tra il Papa e i presidenti israeliano e palestinese — quando l’arcivescovo José Domingo Ulloa Mendieta, invitando i presenti a pregare, ha aperto la presentazione dell’edizione settimanale panamense dell’Osservatore Romano.

L’incontro si è svolto l’8 giugno nella sede di Rome Reports alla presenza di numerosi giornalisti. L’arcivescovo di Panamá ha spiegato che la nuova edizione si rivolge a tutti, in particolare ai giovani, in vista della giornata mondiale della gioventù prevista nel 2019. Il presule ha sottolineato come il Centroamerica sia un’unità, con una sola Chiesa bagnata dal sangue dei martiri, in particolare da quello del beato Óscar Arnulfo Romero. Il settimanale dell’Osservatore Romano — ha aggiunto — servirà per far conoscere e avvicinare molte persone al magistero del Papa. Il direttore del giornale ha poi ricordato che la nuova edizione si inserisce tra quelle che già si stampano in America latina (Argentina, Messico, Perú) e conferma l’impegno per una maggiore diffusione della parola del Pontefice. Gli ha fatto eco l’ambasciatore di Panamá presso la Santa Sede, Miroslava Rosas Vargas, che ha ringraziato quanti hanno reso possibile l’iniziativa. E Antonio Olivié, responsabile di Rome Reports, ha detto che il progetto editoriale è coerente con l’obiettivo del giornale di offrire approfondimenti e riflessioni sul messaggio del Papa, in modo da affiancare le immagini che televisione, video e foto trasmettono nel mondo.

Tra i presenti, il cardinale panamense José Luis Lacunza Maestrojuán, con i vescovi del paese a Roma per la visita ad limina, il cardinale eletto Gregorio Rosa Chávez, ausiliare di San Salvador, il segretario incaricato alla vicepresidenza della Pontificia commissione per l’America latina, Guzmán Carriquiry Lecour, gli ambasciatori presso la Santa Sede di Honduras, Carlos Ávila Molina, e Guatemala, Alfredo Vásquez Rivera, e l’addetto dell’ambasciata del Nicaragua, Marvin Alberto Padilla. Con loro erano Silvina Pérez, incaricato dell’edizione in lingua spagnola del giornale, e Marcelo Figueroa, che guida l’edizione argentina dell’Osservatore Romano.

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