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Un’economia per tutti

· A New York un contributo ecumenico al dibattito sullo sviluppo sociale ·

Come costruire un’economia in grado di promuovere equità nel rispetto della creazione? Questa è la principale domanda che ha guidato il seminario di studio “Taxation and reparations — tools for promoting equity, climate justice and an economy of life”, svoltosi nei giorni scorsi a New York, a margine del forum annuale, organizzato dalle Nazioni Unite sul rapporto tra sostenibilità e sviluppo in economia, che quest’anno ha affrontato il tema “Empowering people and ensuring inclusiveness and equality”.

Il seminario è stato promosso dal World Council of Churches (Wcc), dalla World Communion of Reformed Churches e dal Council for World Mission, che hanno voluto, anche in questa occasione, offrire un contributo a un tema tanto centrale nel dibattito presente sul futuro dello sviluppo ecumenico. L’incontro è stato pensato per rilanciare un’azione con la quale riaffermare i principi che si sono venuti definendo in questi ultimi anni per sostenere un’economia in grado di favorire equità sociale con un uso delle risorse naturali, mettendo fine così a violenza e discriminazione.

Nel cammino ecumenico si è venuta affermando, con una profonda sintonia tra Chiese e organismi ecumenici, a vario livello, l’idea che si devono promuovere progetti che tengano conto delle ineguaglianze, che spesso sono radicate su vicende storiche, sulle quali è necessario giungere a una riconciliazione delle memorie, per aprire nuove prospettive con le quali superare povertà, conflitti e disintegrazione sociale proprio grazie a un’economia ispirata ai valori cristiani. Si tratta, quindi, di denunciare ingiustizie, passate e presenti, e di condannare lo sfruttamento distorto delle risorse naturali, come se non ci fosse un domani, mostrando come sia possibile uno sviluppo economico in grado di distribuire le ricchezze in forma nuova proprio a partire dalla lettura delle Sacre Scritture e della tradizione viva della Chiesa.

Il seminario si è aperto con una riflessione sulla situazione economica degli Stati Uniti, in particolare sulle conseguenze delle politiche neoliberali riguardo al regime fiscale, che ha accentuato le differenze nella società americana che deve fare i conti con uno stato sociale troppo debole, poco attento ai bisogni di tutti, a partire dai più poveri. La prima parte è stata dedicata a una riflessione, anche a partire da una serie di esperienze concrete, su come un efficace sistema fiscale possa promuovere equità globale. Forte è stato il richiamo al fatto che si deve far ricorso a una politica che sappia affrontare la questione di come i Paesi più ricchi devono intervenire a sostegno di quelli più poveri. Si tratta di attivare dei progetti di «riparazione» per quanto è stato fatto dalle multinazionali che hanno provocato disuguaglianze sociali e problemi ambientali. Nella seconda parte si è riflettuto, a partire dalla figura di Zaccheo e della sua tradizione esegetica cristiana, di come la ridistribuzione delle ricchezze debba guidare l’azione dei cristiani per favorire uno sviluppo economico in grado di mettere fine a povertà e ineguaglianze, anche all’interno degli Stati più ricchi.

L’incontro si è concluso con una preghiera ecumenica con la quale i partecipanti hanno voluto riaffermare quanto prioritari debbano essere la lettura e l’ascolto della parola di Dio per costruire un mondo fondato sulla giustizia e sulla pace in grado di produrre uno sviluppo economico che generi equità sociale.

di Riccardo Burigana

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20 novembre 2019

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