Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il nuovo partenariato trans-Pacifico

· Accordo di libero scambio firmato da undici paesi ·

Undici paesi sulle coste del Pacifico hanno firmato ieri il nuovo accordo di libero scambio rilanciato dopo che gli Stati Uniti se ne sono tirati fuori un anno fa. I ministri degli Esteri di Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Perú, Singapore e Vietnam hanno creato così quello che ora è conosciuto come Accordo globale e progressivo per il partenariato trans-Pacifico (Cptpp), un mercato che rappresenta mezzo miliardo di persone e il 13 per cento dell’economia mondiale. La firma di questo accordo è «un messaggio politico forte della regione Asia-Pacifico al resto del mondo» ha detto il ministro degli esteri cileno Heraldo Munoz, al fianco della presidente Michelle Bachelet. Il trattato è sostanzialmente una nuova versione del primo accordo trans-Pacifico che includeva anche gli Stati Uniti e venne siglato nel 2016. L’accordo prevede la rimozione di barriere doganali e non tariffarie e l’attuazione di norme comuni in diversi settori di attività degli undici paesi. Intanto, va avanti la polemica internazionale sui dazi. «Se si avverasse il peggior scenario possibile siamo pronti a portare gli Stati Uniti al Wto [Organizzazione mondiale del commercio]» ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Jyrki Katainen. «L’Unione europea è uno stretto alleato degli Stati Uniti e continuiamo a essere del parere che debba essere esclusa da queste misure» ha detto il commissario europeo per il commercio, Cecilia Malmstrom. «Cercherò maggiore chiarezza su questo tema nei giorni a venire».

È chiaro «che i dazi sono svantaggiosi per tutti» ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel, oggi in conferenza stampa. Il cancelliere ha sottolineato che «l’Ue deve curare il canale del dialogo con gli Stati Uniti, ma anche con altri partner colpiti come la Cina». 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE