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Autentica fraternità

· ​Il cardinale Tauran a un convegno buddista-cattolico ·

«In un mondo in cui la diversità è vista come una minaccia, il nostro stare insieme in amicizia e pace è un segno di apertura reciproca e di impegno per la fraternità umana». Le parole del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ben sintetizzano il significato del convegno buddista-cattolico apertosi oggi, martedì 23 giugno a Castel Gandolfo, sul tema: sofferenza, liberazione e fraternità.

Organizzato dal movimento dei Focolari in collaborazione con il dicastero vaticano e la commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza episcopale statunitense, l’incontro si concluderà sabato 27.

Nel suo intervento introduttivo il cardinale Tauran ha paragonato il dialogo tra le due realtà a un pellegrinaggio interiore. Prendendo spunto della dichiarazione conciliare Nostra aetate — di cui ricorre il cinquantesimo anniversario — ha ricordato che nel «buddismo, secondo le sue varie scuole, si insegna una via per la quale gli uomini, con cuore devoto e confidente, siano capaci di pervenire allo stato di illuminazione suprema per mezzo dei propri sforzi o con l’aiuto venuto dall’alto» (Naum, 2). Insomma, ha chiarito, «siamo tutti pellegrini» e il dialogo buddista-cattolico è «una parte della comune ricerca in corso per cogliere il mistero della vita e le verità ultime». Ecco allora che se ogni dialogo è un pellegrinaggio interiore, occorrono tre presupposti per arrivare alla meta.

Il primo, ha spiegato il presidente del dicastero vaticano, è «meno bagaglio»: ovvero «superare i pregiudizi, le ferite, le paure, al fine di ascoltare il proprio cuore e quello dell’altro». Il secondo è l’«attraversamento delle frontiere», cioè dei confini, etnici, religiosi, linguistici e culturali, per conoscere, capire e rispettare l’altro», trasformando così «l’ignoranza in conoscenza, un estraneo in un amico, l’ostilità per l’ospitalità e la divergenza in convergenza». Il terzo è il «ritorno a casa», trasformati dall’esperienza che è stata vissuta».

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21 agosto 2019

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