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Un'amicizia che si rinnova

· L'impronta dell'architettura italiana in Russia dal medioevo al XX secolo ·

A coronamento dell’Anno della cultura e della lingua italiana in Russia, l’Ambasciata d’Italia a Mosca ha realizzato il libro Mille anni di architettura italiana in Russia (Torino, Allemandi, 2013, pagine 334, euro 90) curato da Dmitrij Švidkovskij con Margherita Belgioioso e Sabina Zanardi Landi. Nella presentazione l'ambasciatore Antonio Zanardi Landi  scrive: “Credo che tutti gli italiani che vivono a Mosca o che hanno occasione di visitarla provino un’emozione particolare nello scorgere le alte torri e le maestose mura del Cremlino, forse l’immagine più rappresentativa della Russia. Quest’opera d’arte di grande bellezza nasce infatti dall’incontro di due culture, quella russa e quella del Paese che ho l’onore di rappresentare, e fu costruita grazie agli architetti italiani che nel Quattrocento raggiunsero le terre degli Zar affrontando lunghi viaggi e difficoltà di ogni genere.

Negli ultimi dieci secoli sono centinaia gli architetti italiani che hanno operato in Russia e i nomi di Aristotele Fioravanti, Pietro Antonio Solari, Giacomo Quarenghi, Francesco Bartolomeo Rastrelli e Carlo Rossi sono incisi nelle fondamenta delle più importanti chiese e dei più bei palazzi di Mosca, San Pietroburgo e di tante città della Federazione, così come molti sono i russi che nel talento italiano hanno trovato fonte di riflessione e di ispirazione. Penso a Nikolaj L’vov, architetto, ma anche etnografo e poeta, che tradusse in russo Petrarca e Palladio, e a Boris Iofan, che mosse i primi passi a Roma nello studio di Armando Brasini prima di tornare a Mosca per costruire l’imponente Dom na naberežnoj . Il fatto che molti sovrani, uomini di Chiesa o privati cittadini si siano — nel passato e nel presente — rivolti a italiani per costruire le proprie dimore è un esempio di quanto stretto sia il legame tra i nostri due Paesi, perché solo a un amico o a qualcuno di cui si capisce la mentalità e si condividono i gusti ci si può rivolgere per progettare i luoghi dove si vive, si ama, si prega e si lavora.

Fin dall’inizio della mia missione in terra russa ho sentito il desiderio di evidenziare questo profondo legame (...) consolidato dall’accoglienza riservata dal pubblico alle manifestazioni dell’Anno della cultura e della lingua italiana in Russia che ci ha consentito di comprendere quanto vivo sia l’amore che i russi mostrano per l’Italia. La pubblicazione del volume Mille anni di architettura italiana in Russia vuole quindi essere un’ulteriore testimonianza del nostro rapporto di amicizia che ci auguriamo possa tradursi in una ancor più viva attenzione verso tutto ciò che proviene dal nostro Paese e che già tanto successo riscuote in Russia. Vi è, dunque, uno stretto collegamento tra il segno lasciato nel passato della Russia dai nostri architetti e l’auspicio di vederli di nuovo realizzare opere significative nelle città della Federazione Russa”.

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14 novembre 2019

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