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Un’altra strage di migranti
nel Mediterraneo

· Parolin sottolinea l’urgenza di soluzioni condivise ·

Un’altra strage di migranti nelle acque del Mediterraneo. È di 42 morti e centinaia di dispersi l’ultimo bilancio del naufragio avvenuto ieri, al largo delle coste egiziane, di un barcone che stava trasportando almeno 600 migranti e rifugiati. La dinamica dei fatti è tristemente simile a quella di tanti altri naufragi. L’imbarcazione si è ribaltata poco dopo essere salpata, nei pressi di Rosetta alla foce del Nilo, per cause ancora da chiarire.

Il porto egiziano al largo del quale  è avvenuto il naufragio (Reuters)

Secondo l’agenzia di stampa locale Mena, tra le vittime ci sarebbero cittadini di nazionalità egiziana, sudanese e di molti altri paesi africani. Le autorità egiziane hanno tratto in salvo circa 150 migranti che erano a bordo dell’imbarcazione capovolta. Il mare ha invece inghiottito decine di persone che non ce l’hanno fatta. Alle operazioni di ricerca e salvataggio stanno partecipando operatori subacquei ed altri soccorritori. Le cifre però non sono ancora quelle definitive. Il portavoce del ministro della Salute egiziano, Khaled Megahed, ha spiegato come il numero delle persone disperse non può essere certo: a bordo del barcone c’erano molte più persone della capienza massima dell’imbarcazione. E le autorità temono che il numero dei morti possa salire nelle prossime ore, facendo registrare una delle peggiori catastrofi del mare. La tragedia avviene proprio mentre al palazzo di vetro di New York prosegue il dibattito sull’emergenza immigrazione e sulle possibilità di una strategia comune. Strategia auspicata dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che oggi ha chiesto un maggiore coinvolgimento dei Paesi di provenienza. E della responsabilità di soluzioni condivise ha parlato il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, in un intervento al summit dell’Onu sui migranti, il 19 settembre. Parolin ha ricordato che «nei secoli le istituzioni religiose e le organizzazioni confessionali hanno giocato un ruolo importante nel rispondere ai bisogni dei rifugiati e dei migranti». Proprio per questo, ha sottolineato il segretario di Stato, sono necessarie soluzioni condivise.

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16 giugno 2019

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