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Un’altra strage
di migranti al largo della Libia

· Mentre a Roma il commissario europeo Avramopoulos incontra gli esponenti del governo italiano ·

Imbarcazione colma di migranti nel Mediterraneo

Mentre l’Europa cerca una strategia comune nella gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, si registra una nuova tragedia al largo della Libia: i corpi di sei migranti annegati sono stati recuperati ieri sul litorale di Sirte da addetti della Croce rossa libica, in collaborazione con la guardia costiera locale. Dall’inizio dell’anno a Sirte sono stati recuperati venti corpi di migranti annegati, dicono le autorità locali. Le Nazioni Unite hanno ripetutamente sollecitato un’azione urgente per rispondere al dramma dei migranti morti nelle acque del Mediterraneo. Nel 2018 — secondo i dati dell’Oim (Organizzazione internazionale delle migrazioni) — circa 100.000 richiedenti asilo e migranti hanno raggiunto le coste europee, segnando un ritorno ai livelli precedenti al 2014. Allo stesso tempo, le oltre duemila morti per annegamento indicano che il tasso dei decessi si è bruscamente innalzato, soprattutto nel Mediterraneo centrale. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Unhcr, l’agenzia dell’Onu che si occupa di rifugiati, nel 2018 in Italia sono arrivati circa 16.000 richiedenti asilo. Il numero dei morti è aumentato. Nel mese di giugno una persona è morta per ogni sette che hanno tentato la traversata; nei primi sei mesi del 2018, i morti sono stati uno per ogni 19, esattamente il doppio di quelli registrati durante i primi sei mesi del 2017. «L’elevata perdita di vite umane dimostra quanto sia urgente rafforzare le capacità di ricerca e soccorso nella regione», ha scritto l’Unhcr nel suo ultimo rapporto. Il problema, secondo l’organizzazione, è che nel corso dell’ultimo anno il numero di imbarcazioni disponibili a soccorrere i migranti in difficoltà è calato molto.

Intanto, come accennato, si continua a discutere in Europa sulle soluzioni possibili per rafforzare la rete di soccorsi ai migranti. Dopo le lunghe polemiche sul caso delle navi Sea Watch 3 e Sea Eye, bloccate per molti giorni in alto mare senza avere la possibilità di attraccare in un porto sicuro, questa mattina si sono incontrati a Roma, a palazzo Chigi, il presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, e il commissario Ue alle migrazioni, Dimitris Avramopoulos.

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19 ottobre 2019

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