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Un’altra strage
di innocenti

· Bombe su una scuola siriana ·

Ancora orrore in Siria. Un raid aereo ha colpito ieri una scuola nella città di Idlib, a cinquanta chilometri a sud-ovest di Aleppo, zona controllata dai ribelli, causando la morte di almeno 22 bambini e sei insegnanti. È quanto denunciato dal fondo dell’Onu per l’infanzia, l’Unicef. «È una tragedia, un oltraggio e, se si trattasse di un’azione deliberata, anche un crimine di guerra» ha denunciato il direttore dell’agenzia Anthony Lake. 

Altre fonti parlano addirittura di 35 morti, tra i quali anche numerose donne. La strage di Idlib è solo l’ultima conferma delle atrocità che stanno segnando la Siria. Epicentro del conflitto esploso nel 2011 è attualmente Aleppo, dove oltre 300.000 persone sono intrappolate dai combattimenti tra governativi e ribelli, senza aiuti umanitari. Un nuovo fronte potrebbe presto aprirsi a Raqqa, un’altra roccaforte del cosiddetto stato islamico (Is) in Siria. Il segretario alla difesa statunitense, Ashton Carter, ha detto ieri che l’offensiva partirà «nelle prossime settimane». Sull’operazione — dicono gli analisti — rimangono però diverse incognite, prima fra tutte il ruolo della Turchia in un’area dove l’influenza dei curdi è molto forte. Ankara ha annunciato più volte di voler giocare le proprie carte anche sul fronte di Raqqa, oltre che su quello iracheno di Mosul, dove la situazione si fa sempre più difficile, con migliaia di civili — secondo l’Onu — che stanno fuggendo dai combattimenti. E sempre dall’Iraq, oggi, arrivano notizie di nuove drammatiche esecuzioni. Oltre duecento civili, in gran parte ex membri della polizia o delle forze di sicurezza di Baghdad, sono stati trucidati dai jihadisti dell’Is negli ultimi tre giorni, secondo quanto riferiscono fonti del parlamento iracheno. Sul piano politico, c’è stato ieri un colloquio telefonico tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il capo dello stato turco, Recep Tayyip Erdoğan. «Il presidente — si legge in un comunicato della Casa Bianca — ha riconosciuto il contributo della Turchia, alleato della Nato, alla campagna, soprattutto per il sostegno alle forze locali siriane che hanno eliminato la presenza dell’Is lungo il confine turco nel nordovest della Siria».

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