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Un’altra primavera

· Intervista al cardinale Sandri sul viaggio in Egitto ·

«I media hanno parlato tanto della “primavera araba” che poi è scaturita nelle delusioni di tante violenze, ma dovremmo pensare a una “primavera umana”, un ideale per tutti, musulmani o cristiani che siano: parlo di una primavera della dignità della persona umana, della possibilità di avere un accesso paritario per tutti alla salute, all’educazione, a un lavoro degno, e di tenere presente la dignità soprattutto dei più deboli, cioè dei bambini e delle donne». All’indomani del rientro del Papa dall’Egitto il cardinale Leonardo Sandri sottolinea come la visita, con il suo triplice significato — pastorale, ecumenico e interreligioso — possa portare frutti per il paese e per la regione mediorientale. Il porporato, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, che ha accompagnato il Pontefice durante il viaggio, ha tracciato per L’Osservatore Romano un bilancio delle 27 ore trascorse al Cairo da Papa Francesco.

Dei due giorni della visita in Egitto, uno è stato interamente dedicato all’incontro con la piccola comunità cattolica. «È stato sicuramente il momento clou di tutto il viaggio. Per dei cattolici che vivono in un paese in cui ci sono tante difficoltà – sottolinea il Porporato – ricevere il vescovo di Roma, poter esprimere la propria vita religiosa e la propria identità, credo che sia un momento di incoraggiamento e di grazia. A me hanno impressionato moltissimo l’entusiasmo e la devozione che ci sono stati nella celebrazione con i canti, con i silenzi... Ho visto anche con emozione i bambini, vestiti da piccoli faraoni, che hanno partecipato alla messa indicando così proprio questa doppia dimensione: essere egiziani e cattolici. Mi sono molto emozionato anche quando il Papa ha ricevuto in offertorio i doni da parte di una coppia di sposi in abito nuziale, come per dire che c’è un futuro, c’è una speranza per la Chiesa, attraverso la vita che viene dalle nuove famiglie. Per me è stato un momento culminante di incoraggiamento, di comunione col successore di Pietro e di speranza per il futuro».

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22 luglio 2019

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