Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Un’altra
emergenza nazionale
evocata da Trump

· Per Washington i dazi sulle merci messicane giustificati dall’insufficiente politica di contrasto ai flussi migratori ·

Confine fra Messico e Usa (Afp)

Per il governo degli Stati Uniti, la pressione dei migranti al confine con il Messico è da considerarsi «un’emergenza nazionale». Per questo, l’amministrazione di Washington ha fatto sapere che sta trovando un modo per poter imporre nuove tariffe del 5 per cento sui beni importati dal Messico, qualora il paese non dovesse arginare, nel minor tempo possibile, il flusso di migranti al confine tra le due nazioni. Ieri il quotidiano statunitense «The Hill» ha pubblicato la bozza del documento che potrebbe essere varato dalla Casa Bianca nelle prossime ore: ne emerge la ferma posizione degli Usa, nella persona del presidente Donald Trump, sulle responsabilità del Messico nel «fallimento delle misure efficaci per ridurre la migrazione di massa». Quello statunitense è l’ultimo atto di un’articolata rete di negoziati avviati il 30 maggio scorso, quando Trump aveva annunciato l’imposizione di nuovi dazi alle merci del paese con cui, per giunta, sta negoziando la ratifica dell’Usmca, l’accordo commerciale trilaterale che include anche il Canada. Da oltre una settimana, Usa e Messico si stanno riunendo per ridefinire le politiche d’immigrazione e scongiurare una crisi commerciale: il 5 giugno, il vicepresidente Mike Pence ha incontrato il ministro degli esteri del Messico, Marcelo Ebrard, e ieri a Washington i funzionari dei due paesi hanno avuto un incontro a porte chiuse per fronteggiare la minaccia di nuovi dazi. Nelle stesse ore, il presidente Trump, in visita in Irlanda del Nord, ha fatto sapere che, se l’accordo non verrà raggiunto, «potrebbe succedere qualcosa di molto drammatico». Roberto Velasco, portavoce del ministro degli esteri messicano, ha dichiarato su Twitter che «si continuano a vagliare varie opzioni», ma gli Usa hanno invitato il Messico a considerare l’eventualità di rafforzare i controlli al confine con il Guatemala, da cui proviene gran parte dei migranti, soprattutto minori. Oggi la Bbc ha reso noto che il ministro Ebrard dispiegherà 6.000 soldati al confine con il Guatemala per frenare l’ondata migratoria e dagli Usa Pence fa sapere che spetterà al presidente vagliare la possibilità di procrastinare l’avvio dei dazi, per ora fissato a lunedì prossimo.  

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 settembre 2019

NOTIZIE CORRELATE