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Un’altra bambina nigeriana usata come bomba

Ancora una volta, una ragazzina trasformata in bomba ha provocato una strage in Nigeria. Almeno dieci persone sono state uccise e una trentina sono state ferite in un attentato suicida perpetrato ieri in un mercato di Gujba, una cittadina dello Stato nordorientale nigeriano dello Yobe da poco sottratta al controllo del gruppo islamista Boko Haram. 

Secondo testimoni citati dal quotidiano «Daily Trust», l’attentato è stato compiuto nel momento di massimo affollamento del mercato e l’esplosivo detonato era indossato da una ragazzina di circa dodici anni.

Non ci sono al momento, rivendicazioni del massacro, ma ci sono pochi dubbi sulla responsabilità del gruppo jihadista, che da quasi un anno ha aggiunto alla lunga serie delle sue atrocità appunto l’uso di ragazzine per attentati suicidi. La strage si è verificata all’indomani di un duplice attentato — anche in questo caso con pochi dubbi sulla responsabilità di Boko Haram — che aveva provocato una ventina di morti alla stazione degli autobus vicino al mercato del pesce della città di Maiduguri, la capitale del vicino Stato del Borno, quello dove Boko Haram ha avuto origine e dove ha ancora le sue principali roccaforti.

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19 novembre 2019

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