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Un’agenda elettorale per il Venezuela

· Auspicata dal vicesegretario di stato americano per porre fine alla crisi ·

In Venezuela il dialogo politico fra il governo del presidente, Nicolás Maduro, e l’opposizione — ripartito nei giorni scorsi nonostante le forti tensioni — dovrà avere come risultato «un’agenda elettorale che metta in chiaro ai venezuelani che avranno l’opportunità di recarsi a votare». 

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro (Reuters)

Lo ha detto ieri il vicesegretario di stato americano, Thomas Shannon, di ritorno da una visita ufficiale di quattro giorni a Caracas. Rispondendo ad alcune domande dei giornalisti sul dialogo, che è sostenuto dal Vaticano e dall’Unione delle nazioni sudamericane (Unasud), Shannon ha sottolineato che «si tratta di un processo fragile, ma molto importante», perché «rappresenta la migliore opportunità di trovare una via d’uscita dall’impasse attuale». Per questo — ha aggiunto il vicesegretario di stato americano — «merita il nostro appoggio e quello di tutta la comunità internazionale». «Per molti versi — ha precisato il diplomatico, che nella capitale venezuelana si è riunito con Maduro e con i rappresentanti dell’opposizione antichavista — è il governo di Caracas ad avere in mano la chiave per decidere il successo di questo dialogo, perché sono loro che mantengono detenuti i prigionieri dell’opposizione e controllano il processo elettorale». Shannon ha precisato che, se il dialogo non darà i frutti auspicati, governo e opposizione — che dalle elezioni legislative di un anno fa controlla il parlamento — «continueranno a misurarsi in base alla loro capacità di portare la gente in piazza». E queste mobilitazioni — ha concluso — «sono imprevedibili e possono diventare pericolose». Ormai da mesi il Venezuela è alle prese con una crisi economica, politica e istituzionale senza precedenti. 

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