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Una vita offerta
per la formazione
dei giovani

· In Guatemala la beatificazione del martire lasalliano James Alfred Miller ·

«Arrivare al punto di dare perfino la vita, tanto deve essere il vostro amore per i giovani a voi affidati». Così san Giovanni Battista de la Salle scriveva ai primi Fratelli delle scuole cristiane. Uno dei suoi figli spirituali, fratel James Alfred Miller, ha vissuto a pieno questa consegna e ha offerto la sua vita a Dio e alle nuove generazioni, morendo martire. Viene proclamato beato — primo nordamericano dell’istituto dei lasalliani a essere elevato agli onori degli altari — sabato 7 dicembre, a Huehuetenango, in Guatemala, dal cardinale José Luis Lacunza Maestrojuán, vescovo di David, in rappresentanza di Papa Francesco.

James Alfred nacque a Ellis, presso Stevens Point, nello Stato americano del Wisconsin, il 21 settembre 1944, primo di cinque figli di Alfred e di Lorraine Labrot. Venne battezzato il 1° ottobre 1944 nell’ospedale Saint Michael della sua città natale. La sua famiglia era proprietaria di una fattoria. Il piccolo crebbe in un ambiente sano, laborioso, ispirato ai valori religiosi tradizionali, legato alla terra e alla natura.

Dopo aver concluso gli studi primari, nel settembre del 1958 cominciò a frequentare la Pacelli High School di Stevens Point, che era diretta dai Fratelli delle scuole cristiane. Dopo aver avvertito la chiamata alla vita religiosa, chiese di entrare tra i lasalliani. Il 1° settembre 1959 iniziò un anno di juniorato a Glencoe nell’Illinois e il 1° settembre 1960 il postulantato. Dopo l’anno di noviziato a Glencoe, emise i primi voti il 31 agosto 1963, prendendo il nome di fratel Leo William.

Frequentò lo scolasticato nella Saint Mary’s University di Winona e conseguì il “bachelor of arts” in lingua inglese e in lingua spagnola. Aveva appena ricevuto il titolo, il 29 maggio 1966, quando fu inviato a Stevens Point a sostituire un religioso malato. Vi rimase 3 anni, fino alla professione religiosa perpetua, avvenuta a Winona il 12 giugno 1969.

I superiori lo mandarono in Nicaragua, al Saint Joseph College di Bluefields, dove rimase per tre anni. Nell’ottobre del 1972 rientrò al Saint Mary’s College di Winona per completare gli studi superiori, ma, ottenuto il master nel maggio del 1974 chiese di tornare in missione. Fu inviato a Puerto Cabezas, in Nicaragua, in un collegio statale dove operavano i lasalliani. Vi rimase cinque anni, svolgendo una proficua opera educativa. Fu nominato preside, promosse la catechesi e fornì la parrocchia di laboratori. Con i fondi governativi costruì 10 scuole rurali e organizzò un corpo di vigili del fuoco volontari di cui fu direttore. Purtroppo, tanto attivismo tra i giovani suscitò le invidie e le gelosie di molte persone influenti. Fu così che i superiori decisero di farlo rientrare negli Stati Uniti alla fine del 1979. Rimase un anno alla Cretin High School di Saint Paul, ma il suo desiderio era di tornare in missione.

Il 1° gennaio 1981 fu inviato in Guatemala. La situazione politica nel Paese era molto difficile. Il governo era sotto il controllo militare e la Chiesa era accusata di collaborare con i comunisti. I partiti di destra, l’esercito e vari gruppi paramilitari, con i proprietari terrieri, erano tra i principali accusatori. Purtroppo si innestò anche un conflitto tra bianchi e meticci da una parte e indios dall’altra, con ripercussioni anche nella comunità ecclesiale. Miller fu incaricato di lavorare in una grande opera educativa destinata agli indios, il Centro indígena di Huehuetenango. La struttura offriva accoglienza a 150 ragazzi provenienti dalle zone povere della campagna e della montagna, e permetteva loro di frequentare sia i regolari corsi scolastici sia corsi professionali per l’agricoltura e l’allevamento. Una volta formatisi, i ragazzi sarebbero tornati nelle zone di origine per trasmettere le competenze acquisite e diventare catechisti.

Nel novembre del 1981 Miller rientrò a Saint Paul per sottoporsi a un intervento chirurgico al ginocchio e trascorse le feste natalizie con i suoi familiari. Questi cercarono di dissuaderlo dal tornare in Guatemala per le notizie che giungevano dal Paese. Convinto di poter essere utile ai giovani guatemaltechi, fratel Miller rientrò a Huehuetenango all’inizio del 1982. Il 10 febbraio una soffiata lo avvertì che uno squadrone della morte stava organizzando la sua uccisione. Il 13 febbraio successivo, mentre fratel Miller era impegnato in un lavoro di muratura, venne ucciso a colpi d’arma da fuoco. Aveva 37 anni.

La sera il suo corpo fu trasferito con discrezione dall’obitorio dell’Hospital Nacional, dove era stato portato dopo l’uccisione, al Centro indígena. Il rito funebre fu celebrato l’indomani dal vescovo Victor Hugo Martínez Contreras nel cortile del Centro indígena. Nonostante il clima di tensione e di paura, vi parteciparono circa 1800 persone.

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