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​Una violenza
che non fa distinzioni

· ​Tawadros II sul terrorismo in Egitto ·

Il Cairo, 9. Il terrorismo «non fa differenze tra cristiani e musulmani», e anche quando si alimenta di ideologie religiose, colpisce indistintamente tutti i credenti in Dio, fomentando conflitti settari dove persone si uccidono a vicenda per «stupidità umana», per «denaro» o per far prevalere «i propri interessi». 

Così, secondo quanto riferisce l’agenzia Fides, si è espresso il patriarca copto ortodosso Tawadros II nel corso di alcune interviste diffuse in questi giorni da diversi media egiziani. In particolare, il capo spirituale della comunità cristiana del Medio oriente, ha sviluppato alcune riflessioni sul contributo positivo che le religioni possono fornire per aiutare gli uomini a vivere in pienezza la propria umanità e a convivere in pace. Ribadendo, in questa prospettiva, di non temere il terrorismo soltanto per le sofferenze che esso causa ai cristiani, ma soprattutto perché esso colpisce e insanguina tutto il Paese.

Parole che fanno seguito a quelle pronunciate in occasione del recente Natale — che i copti come gli altri cristiani, ortodossi e cattolici che osservano il calendario giuliano hanno festeggiato il 7 gennaio — dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il quale, partecipando alla veglia nella cattedrale cairota di San Marco si è impegnato a far accelerare le procedure per la riparazione delle chiese distrutte soprattutto durante gli assalti fondamentalisti dell’agosto 2013.

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