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Una vergogna che non deve ripetersi

· Alla vigilia della visita ad Assisi, Papa Francesco esprime dolore e sdegno per le vittime del tragico naufragio al largo di Lampedusa ·

E ai partecipanti alla commemorazione della «Pacem in terris» ricorda che giustizia e solidarietà sono vie della pace

«È una vergogna». Per Papa Francesco non ci sono altre parole per definire l’ennesima tragedia del mare — consumatasi nelle prime ore di stamane, giovedì 3 ottobre, al largo di Lampedusa — nella quale hanno perso la vita numerosi immigrati. Il Pontefice ha espresso così il suo dolore e la sua  profonda indignazione per il continuo ripetersi di queste sciagure nell’indifferenza della comunità internazionale.

«Preghiamo insieme Dio  — ha detto rivolgendosi ai partecipanti alla commemorazione promossa dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace per il cinquantesimo anniversario dell’enciclica Pacem in terris, ricevuti in udienza questa mattina nella Sala Clementina —  per chi ha perso la vita: uomini, donne, bambini, per i familiari e per tutti i profughi» E dopo il dolore il suo appello accorato: «Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano più simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenire». Un richiamo alla solidarietà, unita alla giustizia, che il Santo Padre aveva fatto poco prima nel discorso, indicando le strade da percorrere per realizzare la pace per tutti gli uomini. Rileggendo l’enciclica di  Giovanni XXIII Papa Francesco si era soffermato sull’indicazione del fondamento della costruzione della pace: «L’origine divina dell’uomo, della società e dell’autorità stessa, che impegna i singoli, le famiglie, i vari gruppi sociali e gli Stati a vivere rapporti di giustizia e di solidarietà».

Giustizia e solidarietà: parole che, secondo il Santo Padre, vanno tramutate in «realtà», lavorando soprattutto per superare «egoismi, individualismi, interessi di gruppo», e avendo sempre di vista «la dignità di ogni essere umano». Tema, questo, particolarmente  caro a Giovanni XXIII, che tra i diritti fondamentali indicati nell’enciclica includeva la possibilità per tutti di accedere ai beni essenziali per la sopravvivenza, in quello spirito di comunione e di fratellanza universale al quale proprio Papa Francesco andrà a rendere testimonianza domani, venerdì 4, ad Assisi.

Ed è appunto in questa testimonianza che, alla vigilia della visita, il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano vede il tratto comune tra Papa Bergoglio e Papa Roncalli. Accogliendo l’invito della rivista «San Francesco», il capo dello Stato scrive tra l’altro che  «entrambi i Pontefici hanno sentito in modo particolare la necessità di testimoniare al mondo la via della fratellanza e della pace in momenti diversi, accomunati da un alto bisogno di comprensione tra gli uomini, tra le nazioni, tra le fedi, traendo ispirazione da un santo che è stato un grande credente e un grande italiano».

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18 novembre 2019

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