Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Ventata
di aria nuova

· Papa Francesco è giunto a Cuba accolto dall’entusiasmo della gente ·

Un avvenimento che riempie di speranza. Così Papa Francesco, appena giunto all’Avana, ha definito sabato pomeriggio il processo di normalizzazione delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti. Un processo di cui è stato uno degli artefici. Per questo dalla capitale cubana ha chiesto ai responsabili di proseguire in questo alto servizio che sono chiamati a prestare a favore della pace. 

Quella pace richiamata subito dopo la partenza da Roma, salutando i giornalisti che lo accompagnano in questo decimo viaggio internazionale mentre l’aereo sorvolava il Mediterraneo. Parlando dei migranti che fuggono dalle guerre in cerca di pace, ha confidato di essersi «emozionato tanto» perché a salutarlo alla partenza, davanti a Casa Santa Marta, c’erano i profughi siriani che sono stati accolti dalla parrocchia vaticana di Sant’Anna. Poi ha salutato singolarmente ogni rappresentante dei media a bordo.

Pace è stata dunque la prima parola chiave di questo viaggio, il più lungo. Un viaggio molto atteso qui a Cuba. Nelle scorse settimane il presidente Raúl Castro aveva invitato ad accogliere Papa Francesco con «affetto, rispetto e ospitalità, come merita». Ma già dal calore e dall’entusiasmo del benvenuto dato al Padrecito blanco lungo il tragitto che lo portava dall’aeroporto internazionale José Martí alla nunziatura, dove risiede qui all’Avana, si è capito come sarebbe stata l’accoglienza che i cubani stanno riservando al Pontefice durante la permanenza nell’isola. Perché sanno, cattolici e non, che a lui si deve in gran parte il nuovo corso apertosi nel Paese. E così lungo i diciotto chilometri percorsi in papamobile, Francesco ha vissuto il suo primo bagno di folla: un cordone quasi ininterrotto di gente festante — oltre centomila persone — con bandierine cubane e vaticane, lo ha accompagnato fino a destinazione nonostante il caldo afoso e il cielo plumbeo, che minacciava pioggia. Un preludio di quanto è avvenuto l’indomani alla messa in piazza della Rivoluzione.

dal nostro inviato Gaetano Vallini

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE