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Una strage inaccettabile

· Il Papa condanna l’attacco chimico in Siria contro civili inermi e prega per le vittime dell’attentato a San Pietroburgo ·

L’attentato di San Pietroburgo e la strage provocata dall’attacco chimico compiuto in Siria sono stati ricordati dal Papa durante l’udienza generale di mercoledì mattina, 5 aprile. Al termine della catechesi, nel salutare i diversi gruppi linguistici presenti in piazza San Pietro, il Pontefice ha pregato per le vittime delle tragedie e ha assicurato la propria solidarietà alle popolazioni delle due nazioni colpite.

Riferendosi in particolare all’esplosione avvenuta lunedì 3 nella metropolitana della città russa, Francesco ha parlato di «grave attentato» che ha seminato morte e «smarrimento» tra la gente. «Mentre affido alla misericordia di Dio quanti sono tragicamente scomparsi — ha detto — esprimo la mia spirituale vicinanza ai loro familiari e a tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento».

«Assistiamo inorriditi agli ultimi eventi in Siria» ha aggiunto poi manifestando «ferma deplorazione» per «l’inaccettabile strage» avvenuta martedì 4 nella provincia di Idlib, dove sono state uccise decine di civili, tra cui numerosi bambini. «Prego per le vittime e i loro familiari — ha scandito — e faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale, affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra». Dal Papa anche un incoraggiamento all’impegno di «chi, pur nell’insicurezza e nel disagio, si sforza di far giungere aiuto agli abitanti di quella regione».

Due appelli risuonati significativi nel giorno in cui il Pontefice ha incontrato anche quattro importanti leader musulmani, venuti dalla Gran Bretagna per parlare di pace, soprattutto dopo l’attentato a Westminster Bridge del 22 marzo scorso. «Il lavoro più importante che noi dobbiamo fare oggi fra noi, nell’umanità, è il lavoro “dell’orecchio”: ascoltarci» ha affermato Francesco salutandoli in un’auletta dell’Aula Paolo vi prima di dare inizio all’udienza generale. «Tra fratelli — ha aggiunto — tutti noi dobbiamo parlare, ascoltarci e parlare adagio, tranquilli, cercare insieme la strada. E quando si ascolta e si parla, già si è sulla strada».

Nella catechesi svolta successivamente il Pontefice ha lanciato un nuovo monito contro la mentalità dei mafiosi: «Pensano che il male si può vincere con il male, e così fanno la vendetta — ha spiegato — ma non conoscono cosa sia umiltà, misericordia e mitezza».

L’udienza generale

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11 dicembre 2019

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