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Una storia sorprendente

· Il padre ricorda Susanna, morta mentre tornava dalla giornata della gioventù di Cracovia ·

Tutto sorprende di questo libro, a cominciare dal titolo: Alleluja per ricordare una tragedia come la morte della giovanissima Susanna dopo la giornata della gioventù di Cracovia. 

Particolare della copertina del libro

Stupisce il titolo gioioso, soprattutto perché l’autore del libro L’Alleluja di Susanna. L’eredità di lei che non tornò dalla GMG di Cracovia (Roma, San Paolo, 2018, pagine 144, euro 14,50), è Enrico Rufi, il padre di Susanna, che allude con grande pudore al terribile dolore della famiglia. Molti di noi — soprattutto se genitori — ricordano il tuffo al cuore con cui hanno letto la notizia della diciannovenne morta improvvisamente a Vienna durante il viaggio di ritorno. Tutti abbiamo aspettato e aspettiamo con inquietudine il ritorno dei figli da viaggi, vacanze, pellegrinaggi... e sappiamo cosa vuol dire quando un’ansia confusa può diventare terribile certezza.
Ma il libro è un’altra cosa: è la storia serena di una famiglia sorprendente. Sorprendente perché i genitori di Susanna non si sono sposati in chiesa, ma hanno ugualmente creato una famiglia solida e cementata nell’amore: fra di loro innanzi tutto, con le due figlie che — cosa non così frequente fra le sorelle — sono legatissime e abituate a dividere insieme ogni esperienza.
Il padre è un amico di Marco Pannella, lavora a Radio Radicale, ma questo non gli impedisce di partecipare alla vita della parrocchia dove le ragazze hanno trovato un ambiente a loro consono, un clima che non contraddice quello aperto e generoso che hanno conosciuto a casa. La madre, scienziata, leggeva fin da piccole la Bibbia alle figlie, vacanze sempre insieme in giro per il mondo, inseguendo il ricordo di quei personaggi storici aperti e tolleranti che il padre indicava come loro predecessori. In questo clima, avevano conosciuto la figlia di Albert Camus, ascoltato tutte le canzoni di Fabrizio De André, visitato la casa di Montaigne. Il padre, che nella cattolica Italia si sentiva protestante, ma nella protestante America si sentiva cattolico...
Un avvicinamento alla comunità della parrocchia di San Policarpo, dove partecipava a molte attività comuni con gioia e generosità, non impediva a Susanna di conservare una certa inquietudine di fronte al catechismo, che porta il forte segno di ciò che aveva imparato in famiglia: «Susanna non aveva un rapporto sereno con la confessione, anche perché al catechismo aveva dovuto farla controvoglia... E con quale convinzione avrebbe potuto insegnare che solo amando Dio è possibile amare il prossimo? Forse che i miei nonni mi abbiano amato di un amore non pieno solo perché non credenti, si diceva lei?».
La vocazione cattolica delle ragazze aveva ricevuto una forte conferma dal magistero di papa Francesco: «Il cammino della sua maturità — scrive il padre — è stato accompagnato da papa Francesco. Nella chiesa domestica, il magistero del papa era stato accolto con favore fin da subito. Quando gli sentì dire che la misericordia viene prima di tutto, lei era già pronta a ricevere un insegnamento che per tanti era stato e continua ad essere spiazzante, e per qualcuno addirittura indigesto».
Le parole di Francesco, infatti, avevano trovato nella famiglia di Susanna «terreno fertile in un humus più “umanistico” che “religioso”», ma soprattutto una famiglia laica aperta alla spiritualità.
Proprio per questo il libro, oltre che toccante e molto bello, offre una lettura che segnala la possibilità di nuove strade, che invita ad una apertura più ampia dell’evangelizzazione, che invita a comprendere come solo nella pratica vera di una vita cristiana si possono attirare persone che l’hanno abbandonata, o che non l’hanno mai conosciuta. Questo libro è un dono che ci ha lasciato Susanna.

di Lucetta Scaraffia

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20 ottobre 2019

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