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Una storia di accoglienza e di solidarietà

· ​Il cardinale Sandri all’apertura del centenario dell’eparchia di Lungro degli italo-albanesi ·

Nelle terre bagnate dal mare Mediterraneo, nel corso dei secoli, accanto «a episodi di guerre e di violenza, ci sono state non poche occasioni in cui alla sofferenza di un popolo abbiano sopperito l’accoglienza e la solidarietà di altri popoli». Lo ha ricordato il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, in occasione dell’apertura del centenario dell’eparchia di Lungro degli italo-albanesi dell’Italia continentale. Il porporato ha presieduto la solenne liturgia eucaristica alla presenza di molti fedeli, sacerdoti, religiose e religiosi, riuniti il 13 febbraio nella cattedrale di Lungro dedicata a san Nicola. Durante il rito è stata data lettura del telegramma di saluto di Papa Francesco a firma del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato.

All’omelia il cardinale ha sottolineato che il centenario ben si colloca «nello spirito dell’incontro di pace e spiritualità delle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo che la Conferenza episcopale italiana ha programmato per il mese di novembre a Bari dal titolo Mare Nostrum». In questo senso, il prefetto ha ricordato che le terre dell’eparchia «sono testimoni di come la promessa del Vangelo sia viva e pronta a compiersi: esse hanno accolto i vostri avi, che venivano dall’Oriente, e che si sono seduti alla mensa del Regno anche dentro la nostra Italia».

Chi conosce la storia delle Chiese orientali cattoliche, ha aggiunto il cardinale, sa anche che «è stato necessario un lungo cammino di consapevolezza per far comprendere come la Chiesa cattolica, universale» in sé stessa non sia soltanto latina, bizantina, caldea, ucraina, ma «sia “una” proprio perché risplende di diversi colori e tradizioni suscitate dal medesimo Spirito, che insieme gridano e professano “Gesù è il Signore”». 

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27 gennaio 2020

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